Bondage

Legami materni

Io e mio marito stavamo cercando un po’ di corde giapponesi da bondage, e finalmente abbiamo trovato un kit che ci piaceva. Il giorno prima di riceverlo, però, ho scoperto di essere incinta. Leggi

Incastro imperfetto

Da ragazzo mia madre mi ha terrorizzato per le mie fantasie sessuali che considerava “malsane”, ma è grazie al bondage che lei sta per diventare nonna. Leggi

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Il biglietto del massaggiatore

Mio zio è morto in un incidente. Non lo conoscevo bene, ma abitavamo nella stessa città e mi ha nominato esecutore del suo testamento. Era single, senza figli, etero, celibe e con gusti sessuali molto creativi. Ho fatto un po’ di ricerche in rete, e alcune delle cose che aveva nella sua stanza dei giochi valgono un sacco di soldi.

Solo che uno non può trascinare in giardino un tavolo per bondage da mille dollari e venderlo ai passanti (almeno non dove viviamo noi). Ma allora cosa bisogna fare con uno scantinato pieno di attrezzatura Bdsm, quando il proprietario muore all’improvviso?

–Boy De-acquisitioning Sadistic Merch

Su eBay c’è una sezione per adulti dove puoi sbarazzarti di quella roba, Bdsm, e NaughtyBids.com è un sito specializzato in aste di sex toys e varie attrezzature di seconda mano. Ma se non ti va di sobbarcarti il lavoro (e non ci tieni particolarmente a ricavare dei soldi da quel tavolo da bondage), cerca un po’ su Google, e scommetto che troverai un gruppo Bdsm della tua zona ben felice di toglierti dai piedi l’attrezzatura dello zio scomparso.

Sono un gay felicemente sposato. Il nostro è un matrimonio aperto. Ricorro abitualmente ai servizi di un massaggiatore erotico, un uomo con il quale ho uno splendido rapporto cliente-fornitore. Poco tempo fa, prenotando un massaggio, ho scoperto che il suo compagno è morto in un incidente d’auto. In circostanze normali gli avrei mandato dei fiori e un biglietto.

Ma considerata la natura del nostro rapporto, non ho voluto spingermi troppo in là, rischiando di metterlo a disagio. Non volevo costringerlo a dover dare spiegazioni su chi sono, se qualcun altro avesse letto il biglietto. Qualsiasi consiglio è gradito.

–Wants To Be Respectful

È un professionista del sesso, WTBR, non un imbecille. Facciamo un passo indietro: se stessimo parlando del tuo avvocato o del tuo parrucchiere o di chi ti fa le pulizie in casa – insomma, di qualunque altra persona con cui hai un rapporto cliente-fornitore – non esiteresti a mandargli dei fiori e un biglietto.

L’unico motivo per cui esiti, in questo caso, è che hai paura di rivelare per sbaglio che il tuo massaggiatore fa sesso per mestiere. Ed è questa la cosa assurda: dai per scontato che lui non dichiari pubblicamente di fare questo mestiere. Dai per scontato che rivelarlo sia la cosa peggiore che possa capitargli (e secondo me il tuo massaggiatore potrebbe confermarti che ci sono cose ben peggiori).

Cosa ancor più sconvolgente, parti dal presupposto che il tuo massaggiatore sia troppo scemo per proteggersi da solo, ammesso che non dichiari pubblicamente di fare un lavoro legato al sesso. Fidati, se un parente ficcanaso dovesse chiedergli chi sei, il tuo massaggiatore ha un sacco di alternative prima di dover ricorrere a “un tizio perbene e gentile a cui ogni tanto faccio una sega per soldi”. Può dire che sei un amico o un conoscente o qualcuno con cui ha lavorato.

Meglio rischiare un momento di imbarazzo con un parente curioso che evitare di trattare il tuo massaggiatore come un essere umano. Perché l’incapacità di riconoscere il suo dolore, WTBR, consiste proprio in questo: nell’incapacità di riconoscere che lui è un essere umano. I professionisti del sesso sono già fin troppo spesso trattati così da parte di molte persone. Non contribuire anche tu. Mandagli quei fiori.

La nuova mega-stagione del Savage Lovecast comincia il 22 ottobre su savagelovecast.com

(Traduzione di Matteo Colombo) Leggi

Sveltine

Come ha scritto Shakespeare, “L’alcol “provoca il desiderio, ma impedisce l’esecuzione”. Leggi

La fontana dell’amore

Non sono circonciso e l’apertura del mio prepuzio non è abbastanza grande da far uscire la punta del pene. Questo vuol dire che quando ho un’erezione il prepuzio non scende. Su Internet ho letto che si tratta di un problema chiamato “fimosi”, e molti siti di medicina raccomandano la circoncisione. Devo dire che l’idea non mi esalta.

Non ho difficoltà a fare sesso né a urinare, e non ho mai avuto problemi di salute dovuti al fatto di non essere circonciso. Non è che ho il prepuzio attaccato al glande o roba simile: è solo il buco che è piccolo. Esiste un modo sicuro, non chirurgico, per allargare l’apertura del prepuzio?

–Dick Hole Panic

“Di’ a Dick Hole Panic di non farsi prendere dal panico”, risponde Stephen H. King, un urologo dello stato di Washington e mio nuovo referente per tutto ciò che riguarda il pisello. “La fimosi si verifica nei peni non circoncisi quando un anello circolare del prepuzio cicatrizza, spesso in seguito a un’infezione, un’infiammazione o un trauma. La cicatrice impedisce al tessuto solitamente elastico del prepuzio di ritrarsi completamente, scoprendo la punta del pene”.

Circa un uomo su cento soffre di fimosi, dice il dottor King, “e a seconda di quanto si restringe il prepuzio, le relative complicazioni possono variare molto: difficoltà nell’igiene, infezioni, erezioni dolorose, tagli sanguinanti e parafimosi”. La parafimosi, in particolare, sembra una cosa da evitare: “Succede quando un prepuzio stretto viene ritratto scoprendo la punta del pene, ma poi rimane bloccato sotto il glande, inibendo l’afflusso di sangue”, spiega King.

Una parafimosi può interrompere l’afflusso di sangue verso la punta del pene, e questo può provocare la cancrena e quindi la morte dei tessuti. Ecco perché chiunque si ritrovi in una situazione simile deve correre al pronto soccorso. C’è poi un’altra cosa di cui preoccuparsi: “Pur essendo estremamente raro, il cancro del pene esiste, e di solito interessa pazienti anziani che soffrono di infezioni o infiammazioni ricorrenti”.

Ok, DHP, a questo punto nel panico ci sarai comunque: la storia della parafimosi manda nel panico anche me, che sono circonciso. A sentire il dottore, però, il tuo caso non sembra grave: non hai dolori, il tuo uccello sembra funzionare normalmente, e non hai trascorsi di infezioni recidive. Per il momento, dice il dottor King, non è il caso che tu intervenga sulla tua fimosi. Se però sei preoccupato che in futuro possano nascere complicazioni, o se un giorno vuoi che la persona con cui fai sesso abbia modo di vederti la punta dell’uccello, qualche rimedio non chirurgico esiste.

“‘Ginnastica prepuziale’: ecco uno dei modi per combattere una fimosi”, sostiene King. “Detto così sembra una disciplina olimpica, ma in realtà si tratta solo di tirare delicatamente la pelle del prepuzio scoprendo la sommità del glande fino a esporre l’anello cicatrizzato”. In altre parole, tira giù il prepuzio fin dove riesci: a quel punto vedrai il tessuto cicatrizzato. “Lo si mantiene quindi in quella posizione per un minuto, e si ripete la procedura tre o quattro volte al giorno”, prosegue King. “Unendola all’applicazione topica di una crema steroidea due volte al giorno, di solito betametasone allo 0,05 per cento, nel 90 per cento dei casi si ottengono miglioramenti enormi, se non una soluzione definitiva, entro 4-6 settimane”.

E se uno fa parte di quel 10 per cento di maschi affetti da fimosi che con la ginnastica prepuziale non migliorano?

“Allora non gli resta che salutare il suo prepuzio per sempre”.

Non riuscivo quasi mai ad avere un orgasmo durante il rapporto sessuale. Le poche volte che succedeva mi stavo stimolando il clitoride. E credo che il mio corpo fosse abituato a raggiungere orgasmi clitoridei senza un pene che entra ed esce dalla vagina.

Ultimamente ho cominciato a fare sesso dopo una canna. Mi sono fatta le canne per anni, ma solo con gli amici. Non avevo mai provato a fumare prima di fare sesso. Ed è incredibile! La marijuana mi rilassa il corpo e mi acuisce i sensi, tanto che adesso, quando io e il mio ragazzo facciamo sesso, riesco a venire! E venire e venire e venire.

E a spruzzare, cosa che prima non mi era *mai successa! Quando facciamo sesso senza fumare è comunque bello, ma non raggiungo l’orgasmo come quando fumo. Ho l’impressione che per avere degli orgasmi come dico io ci voglia l’erba. Prima di conoscere il mio fidanzato, mi facevo le canne tipo una volta al mese. Adesso almeno una volta alla settimana. E finalmente ho una vita sessuale stupenda e appagante.

Tre domande:

  1. Secondo te è un problema?

  2. Devo preoccuparmi?

  3. Cosa mi consigli?*

–Blazing Orgasms Newly Gained

  1. In effetti ha tutta l’aria di un problema. Un problema risolto.

  2. Non se vivi in Colorado o nello stato di Washington, BONG, dove gli elettori hanno legalizzato il consumo di marijuana a novembre del 2012.

  3. Un vaporizzatore.

Ho una storia fantastica con una donna molto sexy e di mentalità aperta. Qualche tempo fa abbiamo parlato delle cose che ci piacciono e non ci piacciono, e lei ha accennato ai giochi di ruolo erotici. A quel punto mi ha preso un po’ il panico, perché sono cose che non ho mai fatto.

A ogni modo, siccome tra i due quello dominante sono io, preferirei non farle troppe domande. Spero di riuscire a prendere il comando e scoprire le cose da solo. Voglio sembrarle fantasioso, e non limitarmi a copiare quello che fanno gli altri. Purtroppo le ricerche che ho fatto su internet sono state inutili. Cosmopolitan, Glamour, perfino i siti per uomini ogni tanto pubblicano qualche articolo sui giochi di ruolo erotici, ma sembrano sempre scritti per ragazzini. Tu hai qualche idea, soprattutto per situazioni in cui a prendere l’iniziativa può essere l’uomo?

–Apprehensive About Role Play

Io di idee su situazioni in cui a prendere l’iniziativa può essere l’uomo ne ho a bizzeffe, AARP, ma il piacere sessuale è una cosa estremamente soggettiva, e una situazione eccitante per un maschio gay per qualcun altro può essere un incubo. Insomma, devi parlare con la tua donna di quali sono le situazioni che la eccitano.

C’è gente che fatica a parlare delle proprie fantasie sessuali. Il semplice fatto di dire “mi piacciono i giochi di ruolo erotici” o “vorrei provare il bondage” è talmente impegnativo che gli aspiranti esploratori un po’ nervosi, una volta fatta la grande rivelazione, si ritrovano emotivamente esausti. Sentono di aver sbrigato la parte più difficile – dire “gioco erotico” oppure “bondage” ad alta voce! – e a quel punto è il partner a dover fare il resto del lavoro, ovvero realizzare le loro fantasie senza più pretendere che se ne parli.

Ma le fantasie sessuali di un’altra persona non sono un territorio in cui si può andare alla cieca. Se lei trova eccitanti situazioni soft tipo “poliziotto sexy” e “miss eccesso di velocità”, AARP, e tu decidi di sorprenderla con l’opzione “serial killer e vittima terrorizzata”, è probabile che la cosa ti si ritorca contro. Allo stesso modo, chi si eccita con il bondage delicato, tipo farsi legare al letto con una cravattina, difficilmente apprezzerà un’intensa sessione a base di cinghie da ospedale psichiatrico e maschere di cuoio insonorizzate.

È lei che deve darti più informazioni, AARP, e tu devi lasciar perdere l’idea che il dominatore non deve fare domande. Il dovere principale di un dominatore – prima che il gioco cominci, prima ancora di legare o farsi legare – è quello di fare domande e scoprire cosa desidera chi si sottomette. Il segreto è darle ciò che vuole introducendo qui e là piccole sorprese, e un po’ alla volta, col passare del tempo, spingersi verso nuovi territori insieme.

Ma le domande devi farle a lei, e lei deve rispondere. Se è troppo timida per parlare delle sue fantasie di persona, discutetene per email.

Nel

Savage Lovecast di questa settimana, parlo con la scrittrice Emily Bazelon di sesso via sms, donne umiliate perché hanno una vita sessuale non convenzionale, bullismo e suicidio.

(Traduzione di Matteo Colombo) Leggi

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Non voglio stare con nessuno

Sono un maschio etero e ho quell’età in cui per il grande pubblico per lo più sei ancora giovane. Pur essendo stato a molti matrimoni, non m’interessa minimamente sposarmi o anche solo avere una relazione. Non mi ha mai interessato.

Non è che sono asessuale. Faccio sesso e mi piace. Solo, non sento il bisogno di stare con nessuno. Finché ho la mia musica e miei amici, sto bene così. Purtroppo a quanto pare sono l’unico. I miei genitori vorrebbero dei nipoti. Gli amici tentano di accasarmi. Quando accendo la tv, vedo solo gente in coppia o in cerca di una relazione. Lo stato vuole che metta al mondo e cresca dei soldati da mandare a morire. Io ci provo a non interiorizzare questi punti di vista, ma a volte mi chiedo cosa succederebbe se a un certo punto dovessi cambiare idea. Che diavolo ho che non va? O invece va bene così? Cosa devo rispondere a chi sostiene che sbaglio e che prima o poi cambierò idea? E se poi cambio idea davvero?

Frega Un Cazzo

Sinceramente, FUC, la tua è una di quelle lettere di cui non frega pressoché un cazzo neanche a me. Non mi fraintendere: sembri un tipo simpatico, ti sai esprimere e hai il dono della sintesi, e io di solito apprezzo chi sa cosa vuole e cosa non vuole. Ma i vigliacchi mi danno fastidio.

Perdonami se tiro in ballo la mia sessualità, ma devo dirlo: quando avevo quell’età in cui per il grande pubblico all’unanimità sei giovane – cioè da adolescente – sono andato in camera di mia madre e le ho comunicato che ero frocio (a tredici anni avevo chiesto ai miei come regalo di compleanno i biglietti per la tournée nazionale di Chorus line, ma chissà perché non aveva funzionato, e così cinque anni dopo ho dovuto fare di nuovo coming out ). Se io ho avuto le palle di dire ai miei cattolicissimi genitori che volevo prendere dei cazzi in bocca – e questo all’inizio dell’epidemia di aids – tu puoi trovare il coraggio di rivelare ai tuoi genitori e ai tuoi amici che non sei né asessuale né infelice e che non intendi fidanzarti, convivere, sposarti o riprodurti.

Ma se io non sono molto comprensivo nei confronti delle tue difficoltà, FUC, ho trovato qualcun altro che invece lo è.

“Pochi giovani si dicono non interessati al sesso o alle relazioni, ma chi preferisce stare da solo come FUC è tutt’altro che un’eccezione”, sostiene Eric Klinenberg, docente di sociologia alla New York university e autore di Going solo: the extraordinary rise and surprising appeal of living alone. “Oggi un numero senza precedenti di persone sceglie di vivere da solo. Attualmente i nuclei familiari formati da una sola persona rappresentano negli Stati Uniti il 28 per cento di tutti i nuclei familiari, e nelle grandi città le percentuali aumentano”.

Forse gli amici accoppiati e i genitori affamati di nipotini farebbero meno fatica ad accettare le tue scelte di vita, se solo sapessero quanto sono comuni.

“Da alcuni decenni a questa parte”, afferma Klinenberg, “i giovani adulti sono la fascia in cui il numero dei single è cresciuto più rapidamente. Le persone si sposano più tardi e passano più anni da single. Inoltre sempre più spesso danno per scontato che probabilmente, nel corso delle loro lunghe vite, entreranno e usciranno più volte da situazioni diverse: soli, in coppia, soli, in coppia”.

E nonostante certi stereotipi negativi duri a morire – i single sarebbero antisociali, infelici, isolati – gli studi di Klinenberg dimostrano che, nel settore amici e vita sociale, chi è solo se la cava benissimo.

“I single tendono ad avere una vita sociale più ricca rispetto alle persone sposate”, dice Klinenberg. “È più facile che passino tempo e spendano soldi in bar, caffè e ristoranti, e anche che facciano volontariato. Con buona pace del mito dei single egoisti”.

Ma allora, FUC, cosa deve fare uno come te con gli amici e i parenti che lo assillano?

“Be’, magari fargli capire che essere single, al momento, è la cosa che lo fa stare meglio”, risponde Klinenberg, “ma che questo non significa aver fatto voto di restare single a vita. Oppure, se è in vena di polemiche, potrebbe ricordargli che anche loro, a prescindere dalla vita che fanno oggi, un giorno potrebbero decidere di rinunciare al sesso e alle relazioni”.

E se poi cambi idea? Be’, FUC, se cambi idea fidanzati. Sposati. Evita di dire che la tua scelta di oggi è la migliore – anche se offre una vita sociale migliore – e semmai dovessi cambiare idea non dovrai rimangiarti tutto.

“Il nostro atteggiamento nei confronti del sesso e delle relazioni ha attraversato grandi cambiamenti”, afferma Klinenberg. “Oggi che vivere soli è più comune che avere una moglie e due figli, non sarebbe forse ora di imparare a rispettare anche la scelta di essere single?”.

Eccome. E prima imparerai a pretendere da genitori e amici un po’ di rispetto per le tue scelte, FUC, prima lo otterrai.

Single e coppie farebbero bene a seguire Eric Klinenberg su Twitter: @EricKlinenberg. Se volete saperne di più sui suoi libri e i suoi studi, andate su ericklinenberg.com.

Come ci si deve comportare con i *sex toys (non penetrativi) quando una relazione finisce? Io per la mia ex avevo comprato cinghie, manette, bende per gli occhi e tutto quanto, e lei me li ha lasciati. Buttarli mi pare uno spreco. Sembra brutto se con una ragazza nuova un uomo tira fuori un arsenale di sex toys usati?*

Solo Con I Sex Toys

Jonathan Schroder, che gestisce il negozio Mr. S Leather a San Francisco (mr-s-leather.com), consiglia di sbarazzarsi della roba bondage. È vero che vendere sex toys è il suo mestiere – Mr S è famoso per l’attrezzatura bondage di alta qualità – ma dietro il suo consiglio non c’è la voglia di muovere un po’ di merce. C’è la tua voglia di donne, SCIST.

“Personalmente trovo che a volte gli accessori migliori siano proprio quelli di seconda mano”, dice Schroder. “E nella comunità leather omosessuale esiste una lunga tradizione di accessori tramandati dagli anziani ai più giovani. L’istinto però mi dice che una nuova fidanzata potrebbe sbroccare, davanti a degli oggetti da bondage usati. Molti dei nostri clienti, sia single sia in coppia, hanno una netta predilezione per la pulizia. E le donne etero, in particolare, preferiscono oggetti pulitissimi, lucidi e perfetti. Se aprendo un cassetto una donna trova un’imbracatura di pelle segnata dall’uso o con qualche strappo, o addirittura qualche traccia di sudore o di liquidi corporei altrui, è probabile che la voglia le passi”.

Per cui sbarazzati della roba vecchia, consiglia Schroder, ma non buttarla.

“Trova qualcuno che vuole dell’attrezzatura da bondage ma non se la può permettere, e regalagliela”, dice Schroder. “È roba costosa e c’è gente che non può permettersela. Aiutala tu”.

*@fakedansavage sostiene che il poliamore è una “scelta” e non una “identità”. Dove l’abbiamo già sentita? Ecco a voi i nuovi moralisti, uguali a quelli vecchi.


@lilyldodge*


Se nessuno per natura è monogamo – cosa che ho ripetuto circa dieci milioni di volte – allora, dal mio punto di vista, poliamore e monogamia sono modelli di relazione, non orientamenti sessuali (d’altronde, Lily, se poliamore e monogamia fossero orientamenti sessuali, non dovrebbe esserlo anche restare single?). Era questo che volevo dire. Il poliamore può essere centrale nella concezione sessuale che uno ha di sé, e può essere una cosa importantissima, ma non penso che sia un orientamento come essere omo, etero o bisessuale.

Ovviamente c’è chi definisce la propria identità come poly. Ma la mia domanda è: poly è una cosa che chiunque può scegliere di fare o una cosa che solo alcuni possono essere? Io dico la prima. Lily evidentemente non la pensa così.

Ma come ha detto @GetItBigGurl su Twitter, dove io e Lily abbiamo discusso delle mie affermazioni nella rubrica della settimana scorsa, “meditare alla luce del sole sulla differenza tra orientamento e stile di vita non è da moralisti. Legiferare contro il poliamore sì”.

E qui nessuno legifera contro il poliamore. Ci si limita a riflettere sulle cose.

(Traduzione di Matteo Colombo) Leggi

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