27 novembre 2012 15:30

Sono un maschio etero e ho quell’età in cui per il grande pubblico per lo più sei ancora giovane. Pur essendo stato a molti matrimoni, non m’interessa minimamente sposarmi o anche solo avere una relazione. Non mi ha mai interessato.

Non è che sono asessuale. Faccio sesso e mi piace. Solo, non sento il bisogno di stare con nessuno. Finché ho la mia musica e miei amici, sto bene così. Purtroppo a quanto pare sono l’unico. I miei genitori vorrebbero dei nipoti. Gli amici tentano di accasarmi. Quando accendo la tv, vedo solo gente in coppia o in cerca di una relazione. Lo stato vuole che metta al mondo e cresca dei soldati da mandare a morire. Io ci provo a non interiorizzare questi punti di vista, ma a volte mi chiedo cosa succederebbe se a un certo punto dovessi cambiare idea. Che diavolo ho che non va? O invece va bene così? Cosa devo rispondere a chi sostiene che sbaglio e che prima o poi cambierò idea? E se poi cambio idea davvero?

Frega Un Cazzo

Sinceramente, FUC, la tua è una di quelle lettere di cui non frega pressoché un cazzo neanche a me. Non mi fraintendere: sembri un tipo simpatico, ti sai esprimere e hai il dono della sintesi, e io di solito apprezzo chi sa cosa vuole e cosa non vuole. Ma i vigliacchi mi danno fastidio.

Perdonami se tiro in ballo la mia sessualità, ma devo dirlo: quando avevo quell’età in cui per il grande pubblico all’unanimità sei giovane – cioè da adolescente – sono andato in camera di mia madre e le ho comunicato che ero frocio (a tredici anni avevo chiesto ai miei come regalo di compleanno i biglietti per la tournée nazionale di Chorus line, ma chissà perché non aveva funzionato, e così cinque anni dopo ho dovuto fare di nuovo coming out ). Se io ho avuto le palle di dire ai miei cattolicissimi genitori che volevo prendere dei cazzi in bocca – e questo all’inizio dell’epidemia di aids – tu puoi trovare il coraggio di rivelare ai tuoi genitori e ai tuoi amici che non sei né asessuale né infelice e che non intendi fidanzarti, convivere, sposarti o riprodurti.

Ma se io non sono molto comprensivo nei confronti delle tue difficoltà, FUC, ho trovato qualcun altro che invece lo è.

“Pochi giovani si dicono non interessati al sesso o alle relazioni, ma chi preferisce stare da solo come FUC è tutt’altro che un’eccezione”, sostiene Eric Klinenberg, docente di sociologia alla New York university e autore di Going solo: the extraordinary rise and surprising appeal of living alone. “Oggi un numero senza precedenti di persone sceglie di vivere da solo. Attualmente i nuclei familiari formati da una sola persona rappresentano negli Stati Uniti il 28 per cento di tutti i nuclei familiari, e nelle grandi città le percentuali aumentano”.

Forse gli amici accoppiati e i genitori affamati di nipotini farebbero meno fatica ad accettare le tue scelte di vita, se solo sapessero quanto sono comuni.

“Da alcuni decenni a questa parte”, afferma Klinenberg, “i giovani adulti sono la fascia in cui il numero dei single è cresciuto più rapidamente. Le persone si sposano più tardi e passano più anni da single. Inoltre sempre più spesso danno per scontato che probabilmente, nel corso delle loro lunghe vite, entreranno e usciranno più volte da situazioni diverse: soli, in coppia, soli, in coppia”.

E nonostante certi stereotipi negativi duri a morire – i single sarebbero antisociali, infelici, isolati – gli studi di Klinenberg dimostrano che, nel settore amici e vita sociale, chi è solo se la cava benissimo.

“I single tendono ad avere una vita sociale più ricca rispetto alle persone sposate”, dice Klinenberg. “È più facile che passino tempo e spendano soldi in bar, caffè e ristoranti, e anche che facciano volontariato. Con buona pace del mito dei single egoisti”.

Ma allora, FUC, cosa deve fare uno come te con gli amici e i parenti che lo assillano?

“Be’, magari fargli capire che essere single, al momento, è la cosa che lo fa stare meglio”, risponde Klinenberg, “ma che questo non significa aver fatto voto di restare single a vita. Oppure, se è in vena di polemiche, potrebbe ricordargli che anche loro, a prescindere dalla vita che fanno oggi, un giorno potrebbero decidere di rinunciare al sesso e alle relazioni”.

E se poi cambi idea? Be’, FUC, se cambi idea fidanzati. Sposati. Evita di dire che la tua scelta di oggi è la migliore – anche se offre una vita sociale migliore – e semmai dovessi cambiare idea non dovrai rimangiarti tutto.

“Il nostro atteggiamento nei confronti del sesso e delle relazioni ha attraversato grandi cambiamenti”, afferma Klinenberg. “Oggi che vivere soli è più comune che avere una moglie e due figli, non sarebbe forse ora di imparare a rispettare anche la scelta di essere single?”.

Eccome. E prima imparerai a pretendere da genitori e amici un po’ di rispetto per le tue scelte, FUC, prima lo otterrai.

Single e coppie farebbero bene a seguire Eric Klinenberg su Twitter: @EricKlinenberg. Se volete saperne di più sui suoi libri e i suoi studi, andate su ericklinenberg.com.

Come ci si deve comportare con i *sex toys (non penetrativi) quando una relazione finisce? Io per la mia ex avevo comprato cinghie, manette, bende per gli occhi e tutto quanto, e lei me li ha lasciati. Buttarli mi pare uno spreco. Sembra brutto se con una ragazza nuova un uomo tira fuori un arsenale di sex toys usati?*

Solo Con I Sex Toys

Jonathan Schroder, che gestisce il negozio Mr. S Leather a San Francisco (mr-s-leather.com), consiglia di sbarazzarsi della roba bondage. È vero che vendere sex toys è il suo mestiere – Mr S è famoso per l’attrezzatura bondage di alta qualità – ma dietro il suo consiglio non c’è la voglia di muovere un po’ di merce. C’è la tua voglia di donne, SCIST.

“Personalmente trovo che a volte gli accessori migliori siano proprio quelli di seconda mano”, dice Schroder. “E nella comunità leather omosessuale esiste una lunga tradizione di accessori tramandati dagli anziani ai più giovani. L’istinto però mi dice che una nuova fidanzata potrebbe sbroccare, davanti a degli oggetti da bondage usati. Molti dei nostri clienti, sia single sia in coppia, hanno una netta predilezione per la pulizia. E le donne etero, in particolare, preferiscono oggetti pulitissimi, lucidi e perfetti. Se aprendo un cassetto una donna trova un’imbracatura di pelle segnata dall’uso o con qualche strappo, o addirittura qualche traccia di sudore o di liquidi corporei altrui, è probabile che la voglia le passi”.

Per cui sbarazzati della roba vecchia, consiglia Schroder, ma non buttarla.

“Trova qualcuno che vuole dell’attrezzatura da bondage ma non se la può permettere, e regalagliela”, dice Schroder. “È roba costosa e c’è gente che non può permettersela. Aiutala tu”.

*@fakedansavage sostiene che il poliamore è una “scelta” e non una “identità”. Dove l’abbiamo già sentita? Ecco a voi i nuovi moralisti, uguali a quelli vecchi.


@lilyldodge*


Se nessuno per natura è monogamo – cosa che ho ripetuto circa dieci milioni di volte – allora, dal mio punto di vista, poliamore e monogamia sono modelli di relazione, non orientamenti sessuali (d’altronde, Lily, se poliamore e monogamia fossero orientamenti sessuali, non dovrebbe esserlo anche restare single?). Era questo che volevo dire. Il poliamore può essere centrale nella concezione sessuale che uno ha di sé, e può essere una cosa importantissima, ma non penso che sia un orientamento come essere omo, etero o bisessuale.

Ovviamente c’è chi definisce la propria identità come poly. Ma la mia domanda è: poly è una cosa che chiunque può scegliere di fare o una cosa che solo alcuni possono essere? Io dico la prima. Lily evidentemente non la pensa così.

Ma come ha detto @GetItBigGurl su Twitter, dove io e Lily abbiamo discusso delle mie affermazioni nella rubrica della settimana scorsa, “meditare alla luce del sole sulla differenza tra orientamento e stile di vita non è da moralisti. Legiferare contro il poliamore sì”.

E qui nessuno legifera contro il poliamore. Ci si limita a riflettere sulle cose.

(Traduzione di Matteo Colombo)