LuxLeaks

Condannato di nuovo l’informatore del caso Luxleaks.
Condannato di nuovo l’informatore del caso Luxleaks. L’ex dipendente dell’azienda Pwc Antoine Deltour, una delle fonti dell’inchiesta dell’International consortium of investigative journalists che ha svelato gli accordi fraudolenti tra il governo del Lussemburgo e alcune multinazionali, è stato condannato dalla corte d’appello a sei mesi di carcere e a una multa di 1.500 euro per furto e rivelazioni di segreti commerciali. Un altro dipendente della Pwc, Raphael Halet, è stato condannato a pagare 1.000 euro di multa. Edouard Perrin, il giornalista che per la prima volta ha mostrato i documenti sulla tv francese nel 2012, è stato di nuovo assolto.
Condannato per furto un informatore del caso Luxleaks.
Condannato per furto un informatore del caso Luxleaks. L’ex impiegato francese della PricewaterhouseCoopers Antoine Deltour, una delle fonti dell’inchiesta dell’International consortium of investigative journalists che ha svelato gli accordi fraudolenti tra il governo del Lussemburgo e alcune multinazionali, è stato condannato a dodici mesi di reclusione per furto da un tribunale del granducato. Potrà beneficiare della sospensione della pena, ma dovrà pagare una sanzione di 1.500 euro. Anche Raphaël Halet, altra fonte dell’inchiesta, è stato condannato a dieci mesi e a pagare una multa di mille euro. Assolto invece il giornalista francese Edouard Perrin.
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Chiesti 18 mesi di carcere per gli informatori dell’inchiesta Luxleaks.
Chiesti 18 mesi di carcere per gli informatori dell’inchiesta Luxleaks. I due francesi Antoine Deltour e Raphaël Halet, ex dipendenti della società di consulenza PricewaterhouseCoopers, sono accusati di aver consegnato alla stampa i documenti all’origine dell’inchiesta sugli accordi fiscali segreti tra il Lussemburgo e diverse multinazionali, fra le quali Apple, Amazon, Heinz, Pepsi, Ikea e Deutsche Bank, tra il 2002 e il 2010. Il giornalista che ha pubblicato l’inchiesta, Edouard Perrin, rischia una multa. La sentenza è attesa per giugno.
Il caso Luxleaks dimostra che denunciare il malaffare non paga

Si è aperto oggi a Lussemburgo il processo a due ex dipendenti della società di consulenza PricewaterhouseCoopers, accusati di aver consegnato alla stampa i documenti all’origine dell’inchiesta Luxleaks sugli accordi fiscali segreti tra il Lussemburgo e diverse multinazionali, fra le quali Apple, Amazon, Heinz, Pepsi, Ikea e Deutsche Bank, tra il 2002 e il 2010. Leggi

I trucchetti del Lussemburgo

Un video animato, realizzato dall’International consortium of investigative journalists (Icij) e dal Pulitzer center, spiega le strategie delle multinazionali che hanno firmato accordi segreti con il Lussemburgo per pagare meno tasse. Leggi

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Jean-Claude Juncker nega il conflitto d’interessi sull’inchiesta Luxleaks

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha negato che possa esserci un conflitto d’interessi tra la sua posizione attuale e l’armonizzazione fiscale all’interno dell’Unione europea. Juncker è sotto pressione dopo che un’inchiesta giornalistica ha rivelato un sistema di accordi fiscali con grandi aziende, in vigore in Lussemburgo quando era primo ministro.

Juncker ha anche affermato la sua volontà di combattere il fenomeno:

Il presidente della Commissione ha annunciato che proporrà una legge europea per lo scambio automatico di informazioni tra gli stati dell’Unione sui trattamenti fiscali anticipati concordati con le aziende. Afp, Il Sole 24 Ore

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