Sinai

La Russia dice che il disastro aereo del Sinai è stato causato da una bomba

Il direttore dei servizi segreti russi, Alexander Bortnikov, ha sostenuto che il disastro aereo del 31 ottobre nel Sinai è stato provocato “inequivocabilmente” da un atto terroristico. È la prima volta che le autorità di Mosca confermano la tesi dell’attentato jihadista. La reazione militare russa in Siria e gli altri sviluppi. Leggi

L’esercito egiziano ha ucciso 24 jihadisti nel Sinai
L’esercito egiziano ha ucciso 24 jihadisti nel Sinai. Le forze di sicurezza hanno condotto un’operazione nel centro della penisola egiziana, a 70 chilometri dal luogo in cui il 31 ottobre è precipitato l’aereo di linea russo che il gruppo Stato islamico sostiene di avere abbattuto. Al termine del raid in un covo jihadista, sono stati arrestati otto miliziani.
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Trovati elementi anomali nel luogo dove è precipitato l’Airbus A321-200 in Egitto
Trovati elementi anomali nel luogo dove è precipitato l’Airbus A321-200 in Egitto. Lo riferisce l’agenzia di stampa russa Tass secondo cui sono stati trovati frammenti che non facevano parte dell’aereo. Tuttavia non è ancora chiaro di che tipo di materiali si tratti. Inoltre un satellite statunitense, che transitava sulla penisola del Sinai nel momento in cui è precipitato l’aereo, ha registrato un lampo di calore che farebbe pensare a un’esplosione. L’inchiesta, intanto, si sta concentrando sulle scatole nere del velivolo.
Rumori non ordinari nelle registrazioni della scatola nera dell’aereo precipitato nel Sinai
Rumori non ordinari nelle registrazioni della scatola nera dell’aereo precipitato nel Sinai. L’agenzia di stampa russa Interfax afferma di aver ottenuto le trascrizioni delle registrazioni della scatola nera dell’Airbus precipitato in Egitto dalle quali emergerebbe che l’esplosione del velivolo è stata inaspettata, perché il pilota non ha lanciato alcun messaggio di allarme. Il presidente egiziano ha invece smentito che si sia trattato di un attacco terroristico.
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L’aereo russo non è precipitato a causa di un guasto tecnico 

L’aereo della compagnia aerea russa Kogalymavia non è precipitato nel Sinai per un guasto tecnico né per un errore del pilota. L’ha dichiarato in una conferenza stampa Alexander Smirnov, vicepresidente dell’azienda. Leggi

Un aereo di linea russo è precipitato in Egitto con 224 persone a bordo.
Un aereo di linea russo è precipitato in Egitto con 224 persone a bordo. L’Airbus 321 della compagnia Kogalymavia era decollato stamattina dall’aeroporto di Sharm el Sheikh con 217 passeggeri e sette membri dell’equipaggio, diretto a San Pietroburgo. È caduto in una zona del Sinai dove l’esercito egiziano sta combattendo contro i jihadisti dello Stato islamico, ma le autorità egiziane assicurano che si è trattato di un incidente dovuto a un guasto tecnico.
Attentato nel Sinai, due morti

Due poliziotti sono stati uccisi e tre sono stati feriti dall’esplosione di una bomba che ha colpito il veicolo blindato su cui viaggiavano, nel nord della penisola del Sinai, in Egitto, teatro da mesi di un’insurrezione jihadista. Gli obiettivi dei terroristi sono le forze di sicurezza e gli attacchi contro le forze dell’ordine si sono moltiplicati da quando il presidente Mohamed Morsi è stato esautorato con un colpo di stato nel 2013. Centinaia di poliziotti e soldati sono stati colpiti negli attacchi, in particolare nel nord del Sinai.

Il presidente egiziano in visita nel Sinai dopo gli attacchi

Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi si è recato nel nord del Sinai, per incontrare le truppe impegnate nell’offensiva contro i jihadisti responsabili degli attacchi di mercoledì scorso a diverse postazioni militari, che hanno fatto decine di morti. Leggi

L’offensiva del gruppo Stato islamico in Egitto

L’esercito egiziano continuerà l’offensiva nella penisola del Sinai, dopo che negli scontri con le milizie jihadiste legate allo Stato islamico sono morte almeno cento persone.  Leggi

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L’esercito egiziano bombarda le postazioni dei jihadisti nel Sinai

I cacciabombardieri F-16 dell’esercito egiziano hanno bombardato le postazioni dei jihadisti di un gruppo vicino allo Stato islamico nella penisola del Sinai. Circa cinquanta persone, tra soldati e jihadisti del gruppo Provincia del Sinai, sono morte negli scontri seguiti a una serie di attacchi contro posti di blocco militari nel nord del Sinai.

I bombardamenti hanno colpito le postazioni del gruppo nella città di Sheikh Zuweid, nel nord del Sinai, dove i jihadisti hanno minato l’area intorno a un commissariato per impedire l’arrivo dei rinforzi e hanno preso posizione sui tetti della zona per attaccare l’edificio.

Sale a cinquanta il bilancio delle vittime degli attacchi nel Sinai

È salito a cinquanta il bilancio delle vittime nella serie di attacchi compiuti dai jihadisti vicini al gruppo Stato islamico nel nord della penisola del Sinai, in Egitto. Gli scontri tra i soldati e i jihadisti continuano e l’esercito ha mandato sul luogo alcuni elicotteri.

Si tratta di uno degli attacchi più gravi subiti dai militari nel Sinai, feudo del gruppo che si è dato il nome di Provincia del Sinai e che ha moltiplicato gli attacchi contro l’esercito in seguito alla deposizione del presidente Mohamed Morsi, capo della Fratellanza musulmana, nel luglio del 2013 e alla repressione dei suoi sostenitori. Da quasi due anni è in corso una campagna militare contro i gruppi jihadisti attivi nel Sinai, ma gli attentati non si sono fermati.

Il gruppo Provincia del Sinai, affiliato ai jihadisti dello Stato islamico, ha rivendicato la responsabilità degli attacchi simultanei contro cinque posti di blocco nel nord del Sinai, in Egitto. Reuters

Il gruppo Provincia del Sinai, affiliato ai jihadisti dello Stato islamico, ha rivendicato la responsabilità degli attacchi simultanei contro cinque posti di blocco nel nord del Sinai, in Egitto. Reuters

Attacco simultaneo contro cinque posti di blocco nella penisola del Sinai

Nella penisola del Sinai, in Egitto, è in corso un attacco simultaneo compiuto da circa settanta presunti jihadisti contro cinque posti di blocco militari. Almeno undici soldati e una ventina di jihadisti sono morti, ma il bilancio potrebbe salire.

L’attacco arriva a due giorni di distanza dall’attentato al Cairo nel quale è rimasto ucciso il procuratore generale Hisham Barakat. Nell’orazione funebre, il presidente Abdul Fattah al Sisi ha promesso di mettere in atto leggi più dure per combattere il terrorismo. Negli ultimi due anni circa seicento agenti sono rimasti uccisi in attacchi rivendicati dai jihadisti in Sinai.

Due attentati contro le forze di sicurezza egiziane nel Sinai

Due persone sono morte e almeno trenta sono rimaste ferite nell’esplosione di un’autobomba vicino a un commissariato della polizia nella città di Al Arish, nella penisola del Sinai, in Egitto. È il secondo attacco della giornata contro le forze di sicurezza egiziane nella regione. Questa mattina una bomba posizionata su una strada nel nord del Sinai, vicino alla città di Sheikh Zuweid, ha ucciso sei soldati.

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Quattordici morti in Egitto per scontri tra esercito e jihadisti nel Sinai

Sette soldati egiziani e sette jihadisti sono morti per tre attacchi nel nord del Sinai, in Egitto, dove l’esercito combatte contro il gruppo Stato islamico.

I soldati sono stati presi di mira dai jihadisti che hanno aperto il fuoco con razzi contro due posti di blocco a Cheikh Zuwaïd e a Rafah, il varco tra Egitto e Striscia di Gaza che è stato aperto l’ultima volta il 9 marzo per due giorni per consentire il transito alle persone. Un terzo attacco ha colpito una sede militare nel nord del Sinai. Oltre alle quattordici vittime, altre venti persone sono rimaste ferite negli scontri a fuoco.

Da quando il gruppo jihadista egiziano Ansar al Beit Maqdess ha giurato fedeltà al gruppo Stato islamico si sono moltiplicati gli attacchi contro l’esercito e la polizia nel nord del paese, al confine con Israele. Afp

Sei feriti nell’esplosione di due autobombe nel Sinai, in Egitto

Sei persone sono rimaste ferite nell’esplosione di due autobombe nel nord della penisola del Sinai, in Egitto. Le auto erano guidate da due attentatori e sono esplose quando sono state colpite dai proiettili degli agenti che cercavano di impedirgli di avvicinarsi a un commissariato. Altre due auto sono riuscite a fuggire e la polizia si è lanciata al loro inseguimento. Tra i feriti ci sono due agenti e quattro civili.

Il nuovo attacco è avvenuto a qualche settimana di distanza dall’attentato del 29 gennaio, nel quale sono morti trenta soldati egiziani. Afp

Due bambini morti negli scontri tra esercito e jihadisti nel Sinai, in Egitto

Due bambini sono morti all’alba durante gli scontri tra esercito e jihadisti nel nord del Sinai, all’indomani degli attentati che, secondo un nuovo bilancio, hanno provocato trenta vittime. Si tratta di un neonato di sei mesi e di un bambino di sei anni. Altre due persone, tra cui un altro bambino di dodici anni, sono rimaste gravemente ferite. Afp

Sale a venticinque il bilancio delle vittime degli attacchi in Sinai

Secondo fonti mediche e della sicurezza, il bilancio dell’attacco nel nord del Sinai è salito a 25 morti. Tra le vittime ci sarebbero anche nove civili. Un secondo attacco in un posto di blocco a Rafah, vicino al confine con la Striscia di Gaza, ha ucciso un ufficiale di stato maggiore dell’esercito egiziano e ha ferito altre sei persone. Reuters

Egitto, attacco nel Sinai, morti sei militari

Sei militari egiziani sono morti e trenta persone sono state ferite in una serie di attacchi che si sospetta siano stati compiuti da militanti jihadisti nel nord del Sinai.

Gli attacchi sono stati compiuti con dei razzi e un’autobomba contro alcuni edifici delle forze dell’ordine, dell’esercito e in una zona residenziale della città di Al Arish, la capitale della regione del Nord del Sinai. Nell’attentato è stato distrutta anche la redazione del quotidiano di stato egiziano Al Ahram. Afp

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