Il 23 gennaio il primo ministro francese Sébastien Lecornu è sopravvissuto a due mozioni di sfiducia presentate dalla sinistra, senza il Partito socialista (Ps), e dal Rassemblement national (Rn, estrema destra) in risposta alla sua decisione di ricorrere all’articolo 49.3 per la legge di bilancio. Accusato di aver tradito una sua promessa, il premier ha difeso il ricorso a “uno strumento di ultima istanza”.
L’articolo 49.3 della costituzione francese consente al governo di adottare una legge senza voto formale all’assemblea nazionale, a meno che non sia approvata una mozione di sfiducia nelle ventiquattr’ore successive.
Appena approvata la parte della legge di bilancio relativa alle entrate, il 23 gennaio Lecornu ha annunciato un nuovo ricorso all’articolo 49.3 per quella relativa alle spese e per l’intero testo. La France insoumise (Lfi, sinistra radicale) ha reagito presentando una nuova mozione di sfiducia, che sarà votata il 27 gennaio. L’Rn potrebbe fare lo stesso.
La mozione della sinistra ha ottenuto 269 voti a favore, 19 in meno dei 288 necessari per far cadere il governo, con l’estrema destra e i socialisti che hanno rifiutato di sostenerla.
La mozione dell’Rn ha invece raccolto appena 142 voti a favore.
Il 19 gennaio Lecornu aveva annunciato con “rammarico” e “amarezza” il ricorso all’articolo 49.3 per far approvare il bilancio 2026, rompendo una promessa fatta all’inizio di ottobre, su richiesta dei socialisti.
“Quando raggiungere un accordo è impossibile, qualcuno deve pur assumersi la responsabilità di andare avanti”, ha dichiarato il 23 gennaio, dopo più di tre mesi di discussioni infruttuose.
“Il ricorso all’articolo 49.3 è uno strumento di ultima istanza, da usare in casi estremi per proteggere e preservare le istituzioni”, ha aggiunto.
Le fratture della sinistra
Il dibattito prima della votazione all’assemblea nazionale ha messo in luce le fratture della sinistra, con il Ps isolato rispetto ad altre tre formazioni.
“I socialisti hanno sottratto 65 voti al Nuovo fronte popolare (Nfp, l’alleanza della sinistra alle elezioni legislative del 2024, ndr). Ce ne ricorderemo alle prossime elezioni amministrative”, ha tuonato sul social network X Jean-Luc Mélenchon, leader di Lfi.
La leader dei deputati dell’Rn, Marine Le Pen, ha accusato Lecornu di aver “tradito un patto solenne con le forze politiche”.
Dopo la probabile bocciatura della mozione o delle mozioni di sfiducia il 27 gennaio, il testo sarà trasmesso al senato e tornerà poi all’assemblea nazionale per un terzo e ultimo 49.3.