Il Clan del golfo, il principale cartello della droga colombiano, ha annunciato il 4 febbraio la sospensione dei negoziati di pace in corso in Qatar con il governo di Gustavo Petro, in risposta all’annuncio di un’azione congiunta di Bogotá e Washington per combattere il narcotraffico.

Petro, il presidente della Colombia, e il suo collega statunitense Donald Trump avevano deciso, durante un incontro il 3 febbraio alla Casa Bianca, di dare la priorità ad azioni militari contro tre capi di organizzazioni criminali coinvolte nel traffico di droga, tra cui Chiquito Malo, il leader del Clan del golfo, come ha riferito il ministro della difesa colombiano Pedro Sánchez.

Il cartello, responsabile della maggior parte delle esportazioni di cocaina dalla Colombia, ha denunciato sul social network X “una violazione della buona fede e degli impegni di Doha” e annunciato “un ritiro temporaneo dai negoziati”.

“Il presidente Petro ha anteposto i suoi interessi personali a quello generale, che è la pace in Colombia”, ha affermato.

Nel dicembre scorso Washington aveva designato il Clan del golfo come organizzazione terroristica.

La Colombia e gli Stati Uniti condurranno anche azioni contro Iván Mordisco, il capo della principale fazione dissidente delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), che aveva respinto l’accordo di pace del 2016, e contro Pablito, che dirige l’Esercito di liberazione nazionale (Eln), un altro gruppo attivo al confine con il Venezuela.

L’obiettivo è localizzare i tre capi entro due mesi, ha precisato Bogotá.

“Non si tratta di obiettivi nuovi per la Colombia, ma è la prima azione congiunta con gli Stati Uniti”, ha dichiarato Sánchez.

Il ministro della difesa ha aggiunto che Bogotá e Washington inviteranno il Venezuela a unirsi alla loro offensiva contro il narcotraffico.

La Colombia è il più grande produttore mondiale di cocaina, mentre gli Stati Uniti sono il primo consumatore.

La nuova strategia segna una distensione nelle relazioni tra Bogotá e Washington, caratterizzate negli ultimi mesi da forti scontri verbali tra i rispettivi presidenti.

Prima dell’incontro del 3 febbraio alla Casa Bianca, Trump aveva più volte criticato Petro per la mancanza di fermezza nei confronti dei gruppi armati, e la sua amministrazione gli aveva anche imposto delle sanzioni.

Nel settembre scorso il governo colombiano e il Clan del golfo avevano annunciato l’avvio dei negoziati in Qatar, nella prospettiva di un disarmo in cambio di benefici legali.

Petro era stato molto criticato, anche in patria, per la sua volontà di negoziare con i principali gruppi armati del paese, che secondo alcuni esperti si sono rafforzati durante il suo mandato.

Intanto il 4 febbraio l’esercito colombiano ha annunciato di aver ucciso sette combattenti dell’Eln al confine con il Venezuela, in un’operazione a cui non hanno partecipato le forze statunitensi.