Welcome to Italy

Cinque reportage sull’accoglienza dei migranti nel nostro paese. Un progetto coordinato da Stefano Liberti.

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Gli schiavi di Mineo

Gli schiavi di Mineo

23 giugno 2016 10:10

“Esci alle 8 di mattina e non fai che pedalare, pedalare e pedalare. Quando arrivi al campo, già stanco morto, ti aspettano otto ore di fatica e 15 euro di paga al giorno. È assurdo!”.

Piana di Mineo, Sicilia. Immerso tra campi di grano e agrumeti, il Residence degli Aranci, ex villaggio per marines americani di stanza a Sigonella, ospita il più grande centro per richiedenti asilo d’Europa. Tra villette a due piani e reticolati presidiati dall’esercito, quattromila uomini, donne e bambini attendono per mesi l’esito delle loro domande presentate a commissioni d’asilo oberate e inefficienti. Confinati ai margini della società e privi di tutele legali, gli ospiti del centro diventano le braccia forti e invisibili per la raccolta delle arance, ingranaggi di una produzione poco trasparente, le cui varie fasi sono descritte nel nuovo rapporto Filiera sporca delle associazioni Terra! onlus, daSud e Terrelibere.
Finito nella bufera dell’inchiesta Mafia capitale per il giro di tangenti e malaffare messo in piedi dal consorzio che gestiva l’accoglienza dei migranti, il Centro di accoglienza per richiedenti asilo (C.a.r.a.) di Mineo, in provincia di Catania è oggi commissariato.

Il reportage di Paolo Martino e Mario Poeta.

Quarta puntata della serie Welcome to Italy, un viaggio in cinque video sull’accoglienza dei migranti che arrivano nel nostro paese.

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