Gli studenti di Iguala e altre storie

07 giugno 2015 20:02
  1. David Roman ha scritto per la Los Angeles Review of Books un saggio molto interessante sulla moralità in un’epoca post-apocalittica. Ci mette dentro Cormac McCarthy, The Walking Dead, Benigni e i videogame.
  2. Il Guardian ha cominciato a raccogliere in un database pubblico tutte le persone uccise dalla polizia negli Stati Uniti (dove si scopre fra l’altro che sono in maggioranza bianchi). In aggiunta, consiglio la lettura di questo articolo dove si riassumono le conclusioni di uno studio di Alice Goffman sulla fuga dai poliziotti nei quartieri difficili.
  3. Poco tempo fa il ddl 1345 sugli ecoreati è diventato legge. Antonia Battaglia spiega perché si tratta di una norma molto ambigua e del tutto insufficiente.
  4. L’Europa invecchia (nel senso dell’età media dei suoi cittadini). E fra trentacinque anni circa il tasso di crescita demografica praticamente si spegnerà.
  5. Il 26 settembre 2014 sono scomparsi 43 studenti a Iguala, in Messico. Si presume siano stati uccisi, anche se non è ancora emersa una verità ufficiale. Roberto Meloni e Cinzia Spallone hanno intervistato alcuni genitori dei desaparecidos: raccontano le loro mobilitazioni per inchiodare lo stato messicano alle sue responsabilità, i loro rapporti con l’Ezln, la loro volontà di allargare la lotta. “Quello che è successo ci ha trasformato in attivisti politici e finché non ritroveremo i nostri compagni continueremo a fare tutto il possibile, non ci fermeremo”.
  6. Dal 2 giugno è attiva la cosiddetta Cookie law, provvedimento del garante per segnalare all’utente l’utilizzo di cookie e tecnologie di tracciamento. Il problema è molto serio (e ha grosse ricadute anche sul giornalismo, come illustra questo articolo su Medium), ma la soluzione crea parecchi problemi (come spiega bene Gianluca Diegoli). Se volete, c’è una petizione da firmare sul sito di Blocca il cookie.
  7. Un magnifico articolo di Daniel Alarcón sui modi in cui per pregiudizio confondiamo l’affiliato di una gang di latinos con un ragazzo qualsiasi – solo perché si vestono in maniera simile, o hanno tatuaggi che si assomigliano. Il problema è che questi pregiudizi spesso ricadono in sede legale, semplificando una situazione in realtà molto complessa.
  8. “Mass death sentences are usually associated with regimes like those of Adolf Hitler’s Nazis or Pol Pot’s Khmer Rouge. But Egypt’s military rulers have now joined the ranks of such regimes, staging circus-like trials in which the outcome is foreordained. One such trial, in March 2014, produced 529 death sentences; another, in April, yielded 683 death sentences. And the trend shows no signs of slowing”. Omar Ashour sulle condanne a morte di massa in Egitto
  9. I ragazzi di Milano in Movimento hanno fatto un breve tour in bici nella zona 4 di Milano, mappando la situazione delle case popolari, degli edifici sfitti, e degli spazi inutilizzati.
  10. Il primo giugno è uscita una nuova raccolta di poesie del grandissimo Milo de Angelis. Su Le parole e le cose trovate un lungo e interessante dialogo fra lui e Claudia Crocco.
  11. Fra poco la Marvel terminerà le avventure ambientate nell’universo Ultimate, che prese il via quindici anni fa riportando la Casa delle idee in prima fila nel mondo fumettistico dopo una lunga crisi. Su Vulture trovate la storia di questa rivoluzione e dell’ascesa dei suoi due sceneggiatori più importanti: Brian Michael Bendis e Mark Millar.
  12. Sandro Moiso intervista Franco Bertolucci, il direttore della biblioteca Franco Serantini di Pisa; si parla anche dello stato dell’editoria italiana.
  13. Come ve la cavereste a gestire un’azienda tessile in Cina? L’esperimento World Factory di Zoe Svendsen mostra come alle prese con del business reale, anche il più pacato hipster londinese diventa presto un feroce capitalista. Il che getta luce su alcune dinamiche del sistema globale: “Capitalism is not just the selfish decisions of millions of people. It is those decisions sifted first through the all-important filter of regulation. It is, as late 20th-century social theorists understood, a mode of regulation, not just of production. Yet it plays on us a cruel ideological trick. It looks like a spontaneous organism, to which government and regulation (and the desire of Chinese migrants to visit their families once a year) are mere irritants. In reality it needs the state to create and re-create it every day”.
  14. E per finire, le foto di Brittany Wright: frutta e verdura ordinata per gradazioni di colore.
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