Gian-Paolo Accardo

È un giornalista italo-olandese nato a Bruxelles. È direttore del sito d’informazione europeo multilingue VoxEurop. Ha lavorato a Courrier International e come corrispondente all’agenzia di stampa ApCom da Parigi. È corrispondente di Internazionale dalla Francia. Vive tra Parigi e Bruxelles

Gian-Paolo Accardo
Emmanuel Macron ha vinto la sua scommessa

A 39 anni e sei mesi dopo aver annunciato la sua candidatura, il leader del movimento centrista En Marche! diventa il più giovane presidente della repubblica della storia francese Leggi

Con Macron i francesi voltano pagina

Salvo sorprese, il prossimo presidente della Francia sarà Emmanuel Macron. ​Adesso l’Europa può cominciare a pensare di tirare un sospiro di sollievo. Leggi

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In Francia la campagna presidenziale mette fine al bipartitismo

Per François Fillon, il candidato uscito vincitore dalle primarie della destra e del centro, il voto si annunciava come una formalità sulla strada dell’Eliseo: la sinistra era smarrita, e la vittoria a sorpresa di Benoît Hamon, il candidato più a sinistra, nelle primarie dei socialisti, sembravano garantirgli i voti degli elettori più moderati. Leggi

La vittoria di Benoît Hamon scompiglia le carte della sinistra francese

Gli elettori del Partito socialista francese (Ps) e i suoi simpatizzanti hanno scelto Benoît Hamon per rappresentarli alle elezioni presidenziali di aprile. Con oltre il 58 per cento dei voti ha nettamente battuto l’ex primo ministro Manuel Valls (che ha ottenuto il 41,29 per cento dei voti) nel secondo turno delle primarie della “gauche”, il 29 gennaio. Leggi

Le primarie del centrodestra francese cambiano il paesaggio politico

Il primo turno delle primarie del centrodestra francese, che si è svolto il 20 novembre, ha segnato un piccolo terremoto politico nella destra francese, che avrà conseguenze di lungo periodo. Leggi

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L’accordo sul Ceta ha dato un nuovo eroe alla sinistra europea

Il 30 ottobre il Canada e l’Unione europea hanno firmato a Bruxelles l’Accordo economico e commerciale globale (Ceta) che stabilisce una zona di libero scambio tra i due. Si sono concluse così due settimane di passione scatenate dal veto del parlamento della regione belga della Vallonia, che ha fatto slittare la firma del trattato, inizialmente prevista per il 27 ottobre. Leggi

Il divieto del burkini è un segno di laicità o di islamofobia?

Sembra di essere tornati al 2010, quando il parlamento francese votò la legge che vietava ai pubblici dipendenti e alle studentesse del liceo e delle medie di indossare capi che indicassero in modo “ostentato” la religione di chi li portava, e i capi che nascondono il volto. Una misura mirata a fermare la diffusione del niqab, che copre integralmente il corpo delle donne in alcuni paesi musulmani rigoristi. Anche all’epoca ci furono polemiche e dibattiti sul fatto che il legislatore dovesse stabilire come le donne dovessero vestirsi e se la misura fosse discriminatoria. E anche all’epoca gli osservatori stranieri faticavano a capire come mai i francesi siano così attaccati a una visione restrittiva della laicità. Leggi

La Francia scivola nello stato di emergenza permanente

Nella notte tra il 19 e il 20 luglio, cinque giorni dopo la strage di Nizza, il parlamento francese ha prorogato per la quarta volta lo stato di emergenza: in vigore da otto mesi, durerà fino alla fine di gennaio del 2017. Ma la sproporzione tra le limitazioni allo stato di diritto e i risultati ottenuti è enorme. Leggi

Cosa porta così tanti francesi in piazza contro la riforma del lavoro 

La protesta contro la riforma del lavoro ha raggiunto l’apice negli ultimi giorni con gli scioperi dei lavoratori delle raffinerie, delle ferrovie e delle centrali elettriche. Perché la proposta dalla ministra Myriam el Khomri ha spinto decine di migliaia di persone a manifestare? Leggi

La Francia discute la riforma del lavoro dopo i cortei del 1 maggio

Malgrado il clima sociale reso incandescente dalla riforma del diritto del lavoro, poche migliaia di persone hanno partecipato alle tradizionali sfilate del primo maggio. Secondo il ministero dell’interno, in tutta la Francia hanno sfilato 84mila persone; per il principale sindacato del paese i dimostranti a Parigi erano 70mila, mentre per la polizia erano 16mila. Leggi

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Il caso Luxleaks dimostra che denunciare il malaffare non paga

Si è aperto oggi a Lussemburgo il processo a due ex dipendenti della società di consulenza PricewaterhouseCoopers, accusati di aver consegnato alla stampa i documenti all’origine dell’inchiesta Luxleaks sugli accordi fiscali segreti tra il Lussemburgo e diverse multinazionali, fra le quali Apple, Amazon, Heinz, Pepsi, Ikea e Deutsche Bank, tra il 2002 e il 2010. Leggi

Cosa prevedono le nuove norme su sicurezza e privacy in Europa

Il 14 aprile il parlamento europeo ha approvato delle misure che avranno un impatto importante su diversi aspetti della vita dei cittadini: la direttiva sul registro dei passeggeri aerei (Pnr), la direttiva sulla protezione del segreto commerciale e il pacchetto sulla protezione dei dati personali. Leggi

François Hollande deve rinunciare alla riforma costituzionale

Quella di oggi è probabilmente la marcia indietro più clamorosa compiuta da François Hollande da quando è al potere: il 30 marzo il presidente della repubblica francese ha infatti dichiarato che rinuncia alla riforma della costituzione annunciata in pompa magna davanti alle camere riunite, all’indomani degli attentati di Parigi del novembre scorso. Leggi

Chi è Fayçal Cheffou, rilasciato dalla polizia dopo gli attentati di Bruxelles

Ha cercato di infiltrarsi nei campi profughi, ha provato a reclutare dei jihadisti e si è autodefinito giornalista indipendente: l’uomo inizialmente sospettato di essere il terzo uomo di Zaventem è stato liberato perché aveva un alibi e non c’erano prove sufficienti per dimostrare la sua presenza all’aeroporto. La vicenda fa emergere nuove importanti lacune tra le forze di sicurezza. Leggi

Attacco al cuore debole d’Europa

“Quello che temevamo si è verificato”, ha detto il premier belga Charles Michel poche ore dopo gli attentati suicidi a Bruxelles rivendicati dal gruppo Stato islamico. La domanda non era infatti “se”, ma “quando” il terrorismo avrebbe colpito il Belgio. Leggi

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La fuga di Salah Abdeslam è durata troppo a lungo

Per il piccolo e disorientato Belgio l’arresto di Salah Abdeslam è un modo per recuperare un po’ dell’onore perduto, ma le reti che hanno consentito al latitante di sfuggire agli inquirenti per quattro mesi devono ancora essere smantellate. Leggi

La riforma del lavoro divide la sinistra francese

Il 9 marzo più di duecentomila persone sono scese in piazza in diverse città francesi per protestare contro la riforma del diritto del lavoro presentata dal governo. Per François Hollande si tratta della partita più importante del suo mandato: riuscire a far passare una riforma che produca dei risultati in termini di occupazione in tempo per la campagna per le presidenziali di maggio 2017. Leggi

La Legion d’onore al principe saudita imbarazza la Francia

Il 4 marzo François Hollande ha consegnato la Legion d’onore al principe ereditario e ministro dell’interno dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Nayef, durante una cerimonia discreta quanto controversa al palazzo dell’Eliseo. Leggi

Il documentario sui jihadisti che fa discutere la Francia

Sono andato al cinema a vedere Salafistes, il documentario di François Margolin e Lemine Ould Salem sui jihadisti e i fondamentalisti islamici. Per più di un’ora si viene immersi nel mondo dei salafiti di diversi paesi in cui sono saldamente presenti, come la Mauritania, l’Iraq, la Siria e il Mali, o nei quali si stanno facendo strada, come la Tunisia. Leggi

La revoca della cittadinanza ai terroristi divide la sinistra francese

L’assemblea nazionale (la camera dei deputati francese) ha approvato il 10 febbraio la legge di riforma costituzionale che integra alcune delle misure antiterrorismo annunciate dal presidente della repubblica François Hollande dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre. Leggi

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