Bielorussia

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L’ulula del villaggio
Cerimonia sotto la neve
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La prima neve di Minsk
La Bielorussia elegge due rappresentanti dell’opposizione in parlamento.
La Bielorussia elegge due rappresentanti dell’opposizione in parlamento. Le elezioni legislative si sono svolte l’11 settembre. Il nuovo parlamento è composto da 108 deputati vicini al governo e, per la prima volta dal 2008, da due deputate dell’opposizione: Anna Konopatskaya, del Partito civico unito, e Yelena Anissim, della Società per la lingua bielorussa.
Geometrie da libellule
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Quel che resta di Černobyl, la centrale nucleare vista da un drone

L’Ucraina si prepara a ricordare il trentesimo anniversario dell’incidente della centrale nucleare di Černobyl, avvenuto il 26 aprile 1986. Il sito dell’ex centrale, ancora oggi altamente contaminato, visto da un drone in un video dell’Afp. Leggi

Perché Černobyl fa ancora paura

Il 26 aprile 1986 a Černobyl si è verificato il più grave incidente della storia in una centrale nucleare. Černobyl si trova in Ucraina settentrionale, e all’epoca era territorio dell’Unione Sovietica. Gli effetti di quella tragedia, trent’anni dopo, continuano a pesare sulla popolazione di una vasta area contaminata al confine tra Ucraina e Bielorussia, dove le autorità sostengono che oggi sia possibile una vita normale. Il reportage di Nicole Di Giulio e Antonella Spinelli. Leggi

Danzatrici in blu
L’Unione europea revoca quasi tutte le sanzioni contro la Bielorussia.
L’Unione europea revoca quasi tutte le sanzioni contro la Bielorussia. I ministri degli esteri europei, riuniti a Bruxelles, hanno adottato all’unanimità una risoluzione che prevede la revoca di tutte le sanzioni imposte a Minsk per le diffuse violazioni dei diritti umani. La decisione è stata presa dopo la liberazione di alcuni detenuti politici e grazie al ruolo di mediazione di Minsk nella crisi ucraina. Tuttavia non sarà revocato l’embargo sulle armi.
Bianco e nero bielorusso
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Stati Uniti e Unione europea sospendono le sanzioni contro la Bielorussia.
Stati Uniti e Unione europea sospendono le sanzioni contro la Bielorussia. La decisione segue le elezioni presidenziali dell’11 ottobre che gli osservatori internazionali hanno giudicato relativamente democratiche e la scarcerazione di alcuni dissidenti. La sospensione europea durerà, per ora, quattro mesi e quella statunitense sei. Anche il presidente Alexander Lukashenko potrà viaggiare liberamente.
Libertà di spostamento
Le elezioni in Bielorussia confermano il presidente Aliaksandr Lukašenko.
Le elezioni in Bielorussia confermano il presidente Aliaksandr Lukašenko. Sarà il suo quinto mandato consecutivo. Secondo la commissione elettorale centrale, Lukašenko ha raccolto l’83,4 per cento dei voti. L’affluenza è stata dell’86,7 per cento. Dopo la chiusura dei seggi, un gruppo di circa duecento persone si è riunito per protestare contro il leader, definito “un dittatore”.
Nella nostra casa vivono due guerre

Una grigia casa prefabbricata in via Kachovskaja, uno dei tanti edifici a più piani, tutti uguali, anonimi e ogni anno sempre più tetri, che caratterizzano una buona metà di Minsk. L’appartamento dove sono venuta in visita, però, ha qualcosa di particolare. “Qui da noi troverà due guerre”: è con queste parole che vengo accolta sulla soglia. Leggi

Gemelli sui muri
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La battaglia delle patate del dittatore Lukašenko

Il presidente della Bielorussia Alexander Lukašenko il 16 agosto si è fatto filmare mentre partecipava personalmente alla raccolta delle patate nella sua residenza ufficiale. Una mossa propagandistica in vista del voto di ottobre, mentre il paese attraversa una grave crisi economica. Leggi

In piscina a Minsk
Canto alle sirene
L’Unione europea concede un prestito da 1,8 miliardi di euro all’Ucraina

L’Unione europea ha approvato un prestito da 1,8 miliardi di euro all’Ucraina, si tratta del più importante accordo finanziario tra l’Unione e uno stato non europeo mai stato siglato.

L’accordo è stato firmato a Riga, in Lettonia, durante il summit tra i leader dei 28 paesi dell’Unione e i sei paesi del blocco ex sovietico: Armenia, Azerbaigian, Moldova, Georgia, Ucraina e Bielorussia. Il prestito è stato accordato per rilanciare l’economia del paese, pesantemente colpita dalla guerra tra esercito ucraino e separatisti filorussi nell’est del paese. Il prestito impone all’Ucraina di adottare riforme economiche e misure per combattere la corruzione.

A scatenare la crisi in Ucraina nel 2013 fu proprio un vertice del partenariato orientale che si tenne a Vilnius. All’epoca, l’allora presidente dell’Ucraina Viktor Janukovič rifiutò all’ultimo momento di firmare un accordo di associazione con l’Unione europea, provocando manifestazioni di piazza che portarono alla sua deposizione e al conflitto separatista nel paese. L’accordo fu poi firmato il 28 giugno 2014 dal presidente filoeuropeo Petro Porošenko.

A Riga è stato deciso anche che l’Unione europea concederà 200 milioni di euro in donazioni all’Ucraina e ad altri cinque paesi: l’Armenia, l’Azerbaigian, la Bielorussia, la Georgia e la Moldova.

Tre paesi che fanno parte del partenariato orientale, la Georgia, la Moldova e l’Ucraina, chiedono l’adesione all’Unione, mentre gli altri tre paesi preferiscono mantenere un rapporto di cooperazione esterna. Inoltre l’Armenia e la Bielorussia sono membri dell’Unione economica euroasiatica, che molti considerano un progetto concorrente a quello dell’Unione.

Canestro sotterraneo
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