Il senato, 14 dicembre 2016.

La legge elettorale con cui si vota il 4 marzo

Il senato, 14 dicembre 2016.
27 febbraio 2018 12:25

Il 26 ottobre 2017 ha ricevuto il via libera definitivo del senato la riforma della legge elettorale, la cosiddetta legge Rosato (dal deputato del Partito democratico Ettore Rosato) o Rosatellum bis. La legge è stata appoggiata da Partito democratico, Forza Italia, Alternativa popolare e Lega nord.

Ecco cosa prevede la legge.

Sistema elettorale misto. Il 36 per cento dei seggi sarà assegnato con un sistema maggioritario, il 64 per cento con un sistema proporzionale. Alla camera i seggi assegnati con il sistema uninominale saranno 232 su 630, al senato 116 su 315. Nei seggi assegnati con questo sistema ogni partito o coalizione presenterà un solo candidato e vincerà quello che otterrà più voti. Il resto dei seggi sarà assegnato con metodo proporzionale: ogni partito o coalizione presenterà una lista di candidati bloccata (non meno di due e non più di quattro) in 20 circoscrizioni per il senato (una per regione) e 28 per la camera. Sarà possibile per i candidati presentarsi in più di una lista plurinominale (non più di cinque), ma in un solo collegio uninominale. Gli italiani all’estero eleggeranno con il sistema proporzionale dodici deputati e nove senatori.

Soglia di sbarramento. Per entrare in parlamento un partito dovrà superare una soglia del 3 per cento su base nazionale, sia al senato sia alla camera. Per le coalizioni la soglia di sbarramento salirà al 10 per cento su base nazionale. I voti dei partiti che partecipano a una coalizione e superano l’1 per cento, andranno alla coalizione. Sotto la soglia dell’1 per cento, invece, i voti saranno persi. Non è permesso il voto disgiunto, cioè non sarà possibile votare un candidato nel collegio uninominale e una lista a lui non collegata nella parte proporzionale.

Quota di genere. Nei collegi uninominali e nelle liste plurinominali nessun genere può superare il 60 per cento e ogni lista deve seguire l’alternanza di genere.

Raccolta firme. I partiti già presenti in parlamento al 30 aprile 2017 non avevano l’obbligo di raccogliere le firme per presentarsi, mentre tutti gli altri partiti o gruppi hanno dovuto raccogliere 750 firme per collegio.

Collegi elettorali. I collegi uninominali e plurinominali per l’elezione della camera e del senato sono stati ridisegnati.

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Claudia Grisanti