Un’immagine satelliare degli incendi nella regione di Krasnojarsk, nella Siberia orientale, il 21 luglio 2019. (Roscosmos Space Agency/Ap/Ansa)

Il pianeta brucia

Un’immagine satelliare degli incendi nella regione di Krasnojarsk, nella Siberia orientale, il 21 luglio 2019. (Roscosmos Space Agency/Ap/Ansa)
10 settembre 2019 13:48

Mentre l’Amazzonia è in fiamme, vaste zone di savana bruciano in Africa centrale e perfino la Siberia è colpita dai roghi. Gli incendi brasiliani hanno avuto un’eco planetaria, ma sono solo una parte delle aree devastate dal fuoco, scrive il New York Times. La maggiore diffusione e intensità degli incendi è attribuita dagli esperti al cambiamento climatico. In effetti, è noto che temperature più alte favoriscono le fiamme. A loro volta gli incendi contribuiscono al cambiamento climatico perché rilasciano nell’atmosfera anidride carbonica e distruggono la vegetazione che l’assorbe.

Quest’anno gli incendi hanno imperversato anche ad alte latitudini, nelle foreste siberiane come nella tundra dell’Alaska. Qui le fiamme hanno causato la combustione della torba. Questo è un problema perché la sostanza, quando brucia, rilascia molta più anidride carbonica rispetto agli alberi. In passato la regione artica non era quasi mai colpita dagli incendi, ma oggi è diventata più calda e secca, e quindi infiammabile.

Gli incendi hanno molte cause. Alcuni, come quelli in Amazzonia, sono appiccati per far posto alle coltivazioni di soia e agli allevamenti di bovini. Anche nel sudest asiatico la foresta è incendiata per fare spazio alle coltivazioni di palme da olio. Nella regione artica, invece, gli incendi sono dovuti all’aumento delle temperature. Infine, la crisi climatica sta aggravando la situazione nelle aree in cui gli incendi sono occasionali.

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