24 settembre 2018 16:28

Nella scuola elementare che frequenterà mia figlia i maschi portano il grembiule blu e le femmine bianco. È giusto che dia inizio alla battaglia? –Lucia

Un tempo ti avrei consigliato di prenderlo come un retaggio del passato, che ci portiamo dietro solo per tradizione. Ma un tempo non vivevamo in un paese pericolosamente sedotto da chi vuole riportarci indietro sui temi sociali. Ci sono esponenti dell’attuale governo convinti che alle donne dovrebbe essere impedito di abortire e che le famiglie con genitori dello stesso sesso non esistono. E abbiamo un ministro dell’interno che si batte per il doppio colore dei grembiuli.

“Nasce il primo progetto di scuola per l’infanzia senza bambina e bambino”, ha tuonato Matteo Salvini su Face­book, commentando il progetto dell’Università di Torino di aprire un asilo per i figli dei dipendenti orientato alla parità di genere. “Niente grembiuli azzurri o rosa”, prosegue il ministro, “niente giochi maschili o femminili. Ma vi pare normale??? Non è questo il futuro che ho in mente per i nostri figli. No al lavaggio del cervello, viva le differenze, viva i bambini e le bambine!”. E, aggiungerei io, viva la disparità di salari tra uomo e donna! Viva la strage di donne uccise ogni anno dai loro compagni! Viva i milioni di donne molestate da uomini che le ritengono inferiori a loro!

La discriminazione delle donne comincia già dalla scuola: quel grembiule di colore diverso è una divisa per insegnare alle bambine a stare al loro posto, perché sono femmine. Non solo è ora di dare inizio alla battaglia, ma siamo già in ritardo.

Questa rubrica è uscita il 21 settembre 2018 nel numero 1274 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati