Manifestazione nazionale del movimento transfemminista Non una di meno contro la violenza maschile e di genere, Roma, 23 novembre 2019. (Sara Cervelli)

Dati e grafici sulla violenza di genere in Italia e nel mondo

Manifestazione nazionale del movimento transfemminista Non una di meno contro la violenza maschile e di genere, Roma, 23 novembre 2019. (Sara Cervelli)
25 novembre 2019 15:04

Nel 1999 le Nazioni Unite hanno istituito la giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La data scelta è stata il 25 novembre, in ricordo dell’uccisione delle tre sorelle Patria Mercedes, María Argentina Minerva e Antonia María Teresa Mirabal, assassinate nella Repubblica Dominicana il 25 novembre 1960 per la loro resistenza alla dittatura di Rafael Leónidas Trujillo. Lo scopo della giornata è sensibilizzare sul fatto che in tutto il mondo le donne sono soggette a stupri, violenze domestiche e altre forme di violenza.

Sabato 23 novembre 2019 più di centomila persone in Italia hanno partecipato alla manifestazione organizzata da Non una di meno contro la violenza di genere. L’analisi della questione attraverso alcuni dati, in Italia e nel mondo.

  • Il femminicidio è la più estrema forma di violenza contro le donne. A livello mondiale, la maggior parte delle vittime di omicidio è di sesso maschile, ma le donne hanno più probabilità di morire per mano di qualcuno che conoscono.
  • Secondo uno studio delle Nazioni Unite, il 58 per cento degli omicidi di donne riportati nel 2017 è stato commesso dal partner, da un ex partner o da un familiare. Nel mondo, si verificano 137 femminicidi ogni giorno. In Asia avviene il maggior numero totale di omicidi di donne, con 20mila casi registrati nel 2017.
  • In Italia, nel 2017 le donne vittime di omicidio volontario sono state 123. L’80,5 per cento di loro è morta a causa di una persona che conosceva: nel 43,9 per cento dei casi è stato il partner o l’ex partner, nel 28,5 per cento un familiare e nell’8,1 per cento un’altra persona conosciuta. Gli uomini uccisi sono stati 234 e gli omicidi sono stati commessi principalmente da sconosciuti o persone non identificate.
  • In Italia gli omicidi volontari sono sensibilmente diminuiti negli ultimi dieci anni. Ma a essere sceso è soprattutto il numero di omicidi di uomini. Il numero di vittime femminili, benché sensibilmente più basso, continua a restare stabile nel tempo. Il calo di vittime di genere maschile è dovuto a una contrazione dei reati violenti legati alla criminalità organizzata.
  • Nel 2017 – con 234 omicidi di uomini e 123 di donne – per ogni vittima femminile ci sono state due vittime maschili, mentre nei primi anni novanta il rapporto era di cinque a uno. Dal 2008 i dati sulle vittime di genere femminile non hanno registrato cambiamenti significativi, mentre il numero di uomini vittime di omicidio si è quasi dimezzato. Le donne vittime di omicidio volontario nell’anno 2018 in Italia sono state 133.
  • Nel 2018 circa 379 milioni di donne nel mondo hanno subìto violenze fisiche e/0 sessuali da parte del partner. Nei paesi colpiti da un conflitto le percentuali sono più alte della media.
  • A livello globale circa 15 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni hanno subìto violenza sessuale. Nella maggioranza dei paesi le adolescenti hanno più probabilità di essere stuprate dal partner o da un ex partner.
  • Secondo una ricerca condotta nel 2014, in Italia il 31,5 per cento delle donne dai 16 ai 70 anni (6,78 milioni) ha vissuto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale.
  • Dai dati di un recente rapporto dell’Istat, 43.467 donne in Italia si sono rivolte ai centri antiviolenza nel 2017. Secondo la Convenzione di Istanbul dovrebbe esistere un centro ogni 10mila abitanti. Al 31 dicembre 2017 in Italia sono attivi 281 centri antiviolenza, pari a 0,05 centri per 10mila abitanti.
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