24 gennaio 2020 15:58

Dopo la vittoria del Golden globe e del Pga (il premio dei produttori statunitensi), 1917 ha già messo sotto scacco i grandi candidati arrivati da Cannes, Venezia, Toronto e naturalmente dallo streaming. Il film di Sam Mendes rischia davvero di diventare il mattatore dei premi Oscar, tanto più che il regista britannico ne ha già vinto uno, per American beauty, vent’anni fa.


Il film, tecnicamente audace già sulla carta, promette un’esperienza immersiva fra le trincee del famigerato “fronte occidentale”. La pericolosa missione “oltre le linee nemiche” di due soldati britannici, Blake (Dean-Charles Chapman, lo sfortunato re Tommen del Trono di spade) e Schofield (George MacKay, già visto in tanti film tra cui Pride e Captain Fantastic), è ricostruita in un lungo (apparente) piano sequenza. Una scelta che ovviamente pesa su tutto il resto. Ma Mendes (autore anche della sceneggiatura insieme a Krysty Wilson-Cairns) ha le spalle larghe e ha potuto contare su un budget importante, due ottimi protagonisti, comprimari stellati e un cast tecnico di prima classe che hanno fatto arrivare a dieci il numero di candidature agli Oscar. Insomma non è un semplice esercizio di stile.

Anche se potrebbero sorgere spontanei, eviterei paragoni poco sensati con grandi capolavori sulla grande guerra (La grande guerra, appunto, e Orizzonti di gloria, tanto per dire). C’è invece un documentario molto particolare e molto bello, They shall not grow old di Peter Jackson, a cui accosterei 1917, di cui sembra quasi un’estensione e di cui consiglio vivamente la visione, prima o dopo il bellissimo film di Sam Mendes.


Nicola e Sara sono sposati hanno una figlia di sei anni e tutto sembra filare liscio finché non hanno un secondo figlio che sconvolge la loro esistenza. Figli di Giuseppe Bonito è stato scritto dal compianto Mattia Torre, morto l’estate scorsa a 47 anni. Questo particolare aggiunge un elemento di commozione a un film già di per sé coinvolgente che racconta le difficoltà di essere genitori in questo limaccioso inizio di millennio. Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea sono gli interpreti ideali, (im)perfetti di questa commedia ironica, intelligente, profonda e divertente a cui partecipano tanti attori che hanno condiviso un pezzo di strada con Mattia Torre.