Sohidar, 25 anni, parla con il marito Muhammad Shamin, 30 anni, che lavora in Malesia, il 31 gennaio. (Minzayar, Reuters/Contrasto)

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14 aprile 2015 15:35

Secondo le Nazioni Unite quella dei rohingya, un’etnia della Birmania, è una delle minoranze più perseguitate nel mondo: non possono prendere la cittadinanza birmana, non gli è consentito viaggiare senza un permesso ufficiale, possedere terreni e, inoltre, sono tenuti a firmare un impegno a non avere più di due figli. Di religione musulmana, sono originari dello stato di Rakhine, nell’ovest della Birmania, ma almeno centomila di loro sono relegati in ghetti o nei campi profughi in Bangladesh e sulla zona al confine con la Thailandia.

Ogni anno migliaia di rohingya fuggono nei paesi confinanti e molti di loro finiscono ostaggio di trafficanti di essere umani che chiedono un riscatto alle loro famiglie. Solo attraverso gli internet café aperti nei villaggi, i parenti riescono a mantenere i contatti con i loro cari o con i loro sequestratori.

Le foto sono state scattate nel villaggio di Thae Chaung, nello stato di Rakhine, tra il 29 gennaio e il 15 febbraio 2015.

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