New York, 1986. (Franco Fontana)

Paesaggi invisibili 

11 maggio 2018 17:14

“Lo scopo dell’arte è rendere visibile l’invisibile”, sostiene il fotografo Franco Fontana (1933). Un modo per dire che vediamo tutti le stesse cose ma in maniera personale, dando un significato diverso a elementi diversi.

L’opera di Fontana è al centro della mostra Dietro l’invisibile curata da Corrado Benigni e Mauro Zanchi ed esposta al monastero di Astino, in provincia di Bergamo, fino al 31 agosto. Più di cinquanta immagini divise in quattro sezioni in cui sono presentate le serie degli orizzonti marini, dei paesaggi campestri, di quelli urbani e delle ombre.

“Fontana indica ai fruitori la possibilità di reinterpretare il mondo in modo personale. E a leggerlo secondo valori simbolici andando oltre la sua evidenza naturalistica”, scrivono i curatori. Con le sue immagini, in cui il paesaggio è protagonista fin dagli inizi della sua carriera, non punta solo alla documentazione dei luoghi o delle persone, ma propone una riflessione che “considera anche una rivalutazione della percezione attraverso la fotografia”.

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Claudia Grisanti