Che estate sarà

◆ Ho letto con interesse gli articoli sugli effetti dell’epidemia sul turismo (Internazionale 1357). Penso che non dovremmo soffermarci troppo sui numeri, senza nulla togliere alla gravità della situazione. Piuttosto chiediamoci come siamo arrivati a questo punto. La libertà di spostarci da un posto all’altro con estrema facilità ha contribuito enormemente alla distruzione dell’ambiente. Il viaggio non è più la curiosità di conoscere luoghi, culture e persone “diverse” da noi. Tutto è diventato turismo mordi e fuggi, sempre più invasivo. Fino a quando Venezia potrà sopportare quei mostri che distruggono la città e quella grande invasione di persone? Dovremmo riflettere su che tipo di sviluppo vogliamo.
Luca 
_◆ Questa epidemia, pensavo, ci avrà sicuramente cambiato in meglio, ci avrà reso più altruisti, più responsabili nei confronti dell’ambiente; avrà accresciuto quel sentimento di unità di cui si è tanto parlato. Appena ho varcato la soglia della “fase due” queste convinzioni hanno cominciato a sgretolarsi: mi sono avventurata nei boschi in bici, e i sentieri erano pieni di mascherine (eppure qui ci passano solo amanti della natura); non faccio in tempo a rallegrarmi per una possibile regolarizzazione di migliaia di migranti che in rete compaiono i soliti commenti d’odio (ma non eravamo più solidali?); mentre piango di felicità per la liberazione di Silvia Romano, scopro che molti italiani avrebbero preferito fosse morta, così lo stato non avrebbe speso tutti quei soldi per “una che se l’è andata a cercare” (ma come, stavamo esultando per il rallentamento dei decessi e invochiamo già la morte di qualcuno?). Insomma, per tornare a “Che estate sarà”, direi la solita.
Morgana Cartarasa _

L’ombra saudita

◆ L’autrice dell’articolo sull’Indonesia (Internazionale 1356) sostiene che l’arcipelago era “famoso per la sua tolleranza” (religiosa). Dopo una breve cronistoria dell’evoluzione politica si accenna a una “nuova dittatura militare di Suharto, arrivato al potere con un violento colpo di stato appoggiato dalla Cia”. Non un accenno al genocidio in cui furono trucidati più di un milione di comunisti. Il Partito comunista indonesiano fu spazzato via, cancellando così anche la proposta politico-sociale laica che propugnava. La fede islamica fu un utile strumento di quella cancellazione e da qui la sua crescente importanza.
Valmi Taddia

Errata corrige

◆ Su Internazionale 1357, a pagina 48, si parla per errore di area Atlantica nel Perù.

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Questo articolo è uscito sul numero 1358 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati