◆ Lo scioglimento del permafrost, il terreno che rimane ghiacciato tutto l’anno, porta al rilascio di microrganismi, con conseguenze in gran parte sconosciute. “Negli ultimi dieci anni il riscaldamento della regione artica ha superato tutte le previsioni”, scrive Scientific American. “I dati indicano che i poli si stanno scaldando quattro volte più velocemente del resto del pianeta”. In Siberia e nel nord del Canada lo scioglimento del permafrost sta modificando il paesaggio. Ci sono stati episodi di termocarsismo, che hanno formato avvallamenti dove il terreno si è scongelato. Sono rimasti esposti strati profondi del terreno, che in alcuni casi erano coperti dal ghiaccio da millenni.
Scientific American si chiede quali organismi siano presenti nel permafrost. Il terreno potrebbe contenere microrganismi, resti di animali del pleistocene e perfino vittime del vaiolo. Alcuni dei batteri e dei virus del permafrost sono noti. Per esempio, nel 2016 lo scioglimento del permafrost siberiano ha causato un focolaio di antrace, che ha ucciso 200mila renne e un bambino. Ma questa potrebbe essere un’eccezione. Le spore di Bacillus anthracis sono resistenti ai cicli di congelamento e scongelamento, che degradano invece altri patogeni. Altri microrganismi del permafrost potrebbero quindi scomparire, oppure modificare il loro comportamento nel nuovo ambiente, adattandosi a qualche nicchia dell’ecosistema. I dati sono ancora insufficienti per una valutazione del rischio.
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1387 di Internazionale, a pagina 120. Compra questo numero | Abbonati