Vancouver, 24 settembre 2021 (Jennifer Gauthier, Reuters)

Il 24 settembre Cina, Stati Uniti e Canada hanno raggiunto un accordo sui casi di Meng Wanzhou (nella foto), la manager della Huawei arrestata nel dicembre 2018 a Vancouver, e di due cittadini canadesi fermati in Cina poco dopo e da allora in carcere. Meng era ricercata dagli Stati Uniti per sospetta violazione delle sanzioni contro l’Iran, mentre Michael Kovrig e Michael Spavor, due canadesi residenti in Cina, erano stati accusati di spionaggio. Pechino ha sempre negato che ci fosse una correlazione tra gli arresti di Kovrig e Spavor e la detenzione di Meng, ma rilasciando i due uomini poche ore dopo la liberazione della dirigente “non ha nemmeno provato a fingere che non si trattasse di due ostaggi”, commenta al New York Times il docente di diritto, esperto di Cina, Donald Clarke. Questo episodio segna un precedente pericoloso e rafforza la posizione di Pechino in future contrattazioni simili. La causa contro Meng è sospesa fino al dicembre 2022, quando sarà archiviata se la manager avrà rispettato i termini dell’accordo. In Cina, dove si è sempre sostenuto che l’arresto di Meng aveva motivazioni politiche, la donna è stata accolta come un’eroina: “Il suo arresto era dovuto all’ascesa della Cina. E così il suo rilascio!”, ha scritto l’agenzia Xinhua. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1429 di Internazionale, a pagina 34. Compra questo numero | Abbonati