La nuova camera dei deputati del parlamento ceco

Alle elezioni legislative dell’8 ottobre il partito populista Ano del miliardario e premier uscente Andrej Babiš, indebolito dalle rivelazioni dei Pandora papers sulle sue ricchezze nascoste nei paradisi fiscali, è stato sconfitto dalla coalizione di centrodestra Spolu per poche decine di migliaia di voti. Solo altri due partiti hanno superato lo sbarramento del 5 per cento necessario per entrare in parlamento: l’alleanza tra i Pirati e il movimento dei sindaci e la destra populista dell’Spd. Per la prima volta dalla seconda guerra mondiale rimangono fuori dal parlamento i comunisti. L’alleanza Spolu punta a formare una coalizione di governo con i Pirati e i sindaci. Tuttavia Babiš non è ancora tagliato fuori. A conferire il mandato sarà infatti il presidente Miloš Zeman, che attualmente è ricoverato in ospedale e la cui simpatia per il premier uscente è nota. Secondo la tedesca Faz, la formazione del governo sarà complicata e il paese si avvia a vivere mesi di “paralisi politica”, mentre il ceco Mladá Fronta Dnes scrive: “Le elezioni sono ormai alle nostre spalle, come gli isterismi sulla fine della democrazia liberale nella Repubblica Ceca. Il nostro non è un sistema autoritario. E la democrazia ha funzionato anche stavolta”.

Questo articolo è uscito sul numero 1431 di Internazionale, a pagina 22. Compra questo numero | Abbonati