Il voto del 10 ottobre ha premiato il movimento del leader sciita Moqtada al Sadr, che ha ottenuto 73 seggi su 329 nel parlamento iracheno. Le formazioni vicine all’Iran invece hanno perso molti consensi e hanno chiesto un riconteggio dei voti. Il quotidiano iracheno Azzaman critica la contestazione dei risultati elettorali, che hanno l’effetto di “bloccare il processo democratico”. Al contrario è ora che “i perdenti imparino a fare opposizione, qualcosa che non esiste in Iraq dai tempi del partito unico di Saddam Hussein”.

Questo articolo è uscito sul numero 1432 di Internazionale, a pagina 25. Compra questo numero | Abbonati