Alle elezioni ungheresi del 2022 sarà l’indipendente Péter Márki-Zay a sfidare Viktor Orbán, premier sovranista in carica dal 2010. Márki Zay ha vinto le primarie dell’opposizione, organizzate da sei partiti, dal centrosinistra all’estrema destra. Grazie al sostegno di queste stesse forze, nel 2018 era stato eletto sindaco della città di Hód­mező­vásárhely, sconfiggendo a sorpresa il candidato di Fidesz, il partito di Orbán. La stampa si chiede se riuscirà a ripetere l’impresa. Secondo il filogovernativo Magyar Nemzet, le primarie non contano nulla, perché “per diventare premier servono un partito e un gruppo parlamentare”, mentre il polacco Wprost sottolinea che “Márki Zay è un conservatore di provincia, una definizione non esattamente lusinghiera, ma che indica l’unico tipo di leader oggi in grado di unire l’opposizione e sottrarre il potere a Orbán”.

Questo articolo è uscito sul numero 1432 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati