Questa è la seconda di una serie di riregistrazioni del vecchio catalogo di Taylor Swift, che nel 2020 ha finalmente risolto il contenzioso con i vecchi manager della sua precedente etichetta, la Big Machine. In Red (Taylor’s version) la cantante statunitense rivisita la sua autoproclamata svolta pop. Pubblicato nove anni dopo l’originale, Red (Taylor’s version) mostra alcuni segni di maturazione, in particolare nei momenti esplicitamente pop, come I knew you were trouble, 22 e We are never ever getting back together, che sembrano leggermente in sordina rispetto alle versioni del 2012. Tuttavia lo scopo delle nuove registrazioni è restare il più vicino possibile alle versioni originali, e da questo punto di vista Swift è riuscita nel suo intento. La parte più interessante di Red (Taylor’s version) arriva nella seconda metà, quando Swift registra le canzoni lasciate in archivio, tra cui Better man, una canzone che aveva regalato ai Little Big Town e che aveva vinto un Grammy. In questa sezione inoltre ci sono i duetti con Phoebe Bridgers (Nothing new), Chris Stapleton (I bet you think about me) ed Ed Sheeran (Run). Il clou è una versione di dieci minuti di All too well, una ballata amara che era già uno dei picchi di Red e ora si è trasformata in un epico addio. Basta questo brano a giustificare l’intera operazione.
S. Thomas Erlewine,
Allmusic

Questo articolo è uscito sul numero 1439 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati