Zurigo, Svizzera (travelstock44, Alamy)

Per molti anni il Credit Suisse, la seconda banca svizzera, è stata al servizio di dittatori, politici corrotti e criminali, scrive la Süddeutsche Zeitung. Lo dimostrano i dati arrivati da una fonte anonima al quotidiano tedesco, che ha realizzato un’inchiesta insieme all’Organized crime and corruption reporting project (Occrp) e ad altre 46 testate giornalistiche. I mezzi d’informazione svizzeri non hanno partecipato: nella confederazione elvetica i giornalisti che fanno inchieste ottenendo i dati riservati delle banche rischiano una condanna penale. I documenti trapelati riguardano i conti di più di trentamila clienti dell’istituto e coprono un arco di tempo che va dalla fine degli anni quaranta allo scorso decennio. Il Credit Suisse ha respinto le accuse, precisa la Süddeutsche Zeitung, ma i dati “rivelano mancanza di controlli sulle attività dei clienti”. L’istituto, inoltre, evitava di avvertire le autorità quando individuava patrimoni di provenienza sospetta e operazioni finalizzate al riciclaggio. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1449 di Internazionale, a pagina 100. Compra questo numero | Abbonati