I Foo Fighters hanno deciso di cancellare tutte le date del loro tour dopo la morte del batterista Taylor Hawkins, deceduto improvvisamente il 25 marzo in Colombia all’età di cinquant’anni. “Siamo dispiaciuti e condividiamo la delusione per il fatto che non ci vedremo com’era previsto”, ha scritto la band guidata da Dave Grohl in un comunicato diffuso su internet. “Prendiamoci questo tempo per piangere, per guarire, per stare vicino ai nostri cari e per apprezzare tutta la musica e i ricordi che abbiamo creato insieme”. La tournée dei Foo Fighters avrebbe dovuto ripartire il 29 aprile con una data a Memphis, nel Tennessee, e avrebbe dovuto proseguire fino alla fine del 2022: erano previsti concerti negli Stati Uniti, in Europa (il 12 giugno in Italia) e in Oceania. Come hanno confermato le autorità colombiane, Taylor Hawkins è stato trovato senza vita nella sua camera d’albergo a Bogotà, dove si trovava in tour con la band. Le cause del decesso non sono state ancora rese ufficiali, ma un’ambulanza era stata mandata sul posto dopo che Hawkins aveva detto di avere forti dolori al petto. Gli esami tossicologici preliminari effettuati sul corpo del musicista hanno evidenziato al momento della morte la presenza nell’organismo di dieci diverse sostanze stupefacenti, tra cui degli oppioidi. Hawkins era entrato a far parte della band statunitense nel 1997 e, oltre a suonare la batteria, durante i concerti spesso cantava.
Jem Aswad,
Variety

Taylor Hawkins, 2007  (Brian Rasic, Getty)

Questo articolo è uscito sul numero 1454 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati