L’11 dicembre, dopo un lungo negoziato ad Ankara, Somalia ed Etiopia hanno accettato di mettere fine alla disputa scatenata dalla volontà di Addis Abeba di ottenere un accesso al mare. In quest’ottica il governo etiope aveva stretto un patto con il Somaliland (un territorio che rivendica l’indipendenza dalla Somalia), che aveva accettato di cedere un tratto della sua costa agli etiopi. Nell’accordo mediato dalla Turchia, l’Etiopia riconosce l’integrità territoriale della Somalia e ottiene in cambio l’accesso alla costa somala per svolgere attività commerciali, spiega Middle East Eye. Allo stesso tempo Mogadiscio accetta di mantenere sul suo territorio i soldati etiopi impegnati nella missione di supporto dell’Unione africana. “Fresco del suo successo diplomatico”, scrive il sito somalo Garowe Online, “ il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha telefonato al capo dell’esercito sudanese Abdel Fattah al Buhran per offrirsi di aiutare a risolvere la disputa tra il Sudan e gli Emirati Arabi Uniti”. Il paese del golfo Persico è accusato di inviare armi e di sostenere in diversi modi le Forze di supporto rapido (Rsf), i paramilitari che dall’aprile 2023 combattono una sanguinosa guerra civile contro le forze armate comandate da Al Buhran.
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Questo articolo è uscito sul numero 1594 di Internazionale, a pagina 23. Compra questo numero | Abbonati