◆ Il rapporto annuale sul clima dell’osservatorio europeo Copernicus ha confermato che il 2024 è stato l’anno più caldo da quando sono cominciate le misurazioni. La temperatura media globale ha raggiunto i 15,10 gradi, superando di 0,12 gradi il record precedente, stabilito nel 2023, e di 1,6 gradi la media del periodo compreso tra il 1850 e il 1900. Il 2024 è quindi il primo anno a oltrepassare chiaramente gli 1,5 gradi di riscaldamento rispetto ai livelli preindustriali, ma per dichiarare il mancato raggiungimento dell’obiettivo fissato dagli accordi di Parigi del 2015 questa soglia dovrà essere superata in modo stabile. Secondo un rapporto della compagnia di riassicurazione Munich Re, nel 2024 anche i danni provocati dagli eventi meteorologici estremi hanno toccato un nuovo record a 320 miliardi di dollari, quasi il 20 per cento in più rispetto all’anno precedente. L’aumento della temperatura è stato meno marcato di quello registrato nel 2023, quando la differenza rispetto all’anno precedente era stata di ben tre gradi, anche a causa del ritorno del fenomeno meteorologico ricorrente chiamato El Niño. Ma gli scienziati continuano a chiedersi se il cambiamento climatico non stia accelerando a causa di fattori non ancora compresi, scrive Science. Una delle possibili spiegazioni è il calo della copertura nuvolosa, che riflette una parte della luce solare nello spazio e riduce l’assorbimento di calore. Se il fenomeno fosse dovuto al cambiamento climatico, potrebbe innescare un ciclo capace di alimentarsi da solo.

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Questo articolo è uscito sul numero 1597 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati