Il Nego fugido (nero fuggitivo) è una rappresentazione che si svolge ogni anno, nelle domeniche del mese di luglio, ad Acupe, nello stato di Bahia, in Brasile. In quelle giornate le strade si riempiono di esibizioni teatrali e danze in cui la comunità quilombola, formata dai discendenti degli schiavi, rimette in scena la propria lotta per conquistare la libertà.
È un rito che si svolge dall’ottocento, in cui uomini e donne interpretano i personaggi della storia che portò all’abolizione della schiavitù nel 1888: dai cacciatori di schiavi guidati da un capitão do mato in Africa, alle battaglie contro i coloni e le milizie del re portoghese in Brasile, fino al rovesciamento del potere e all’emancipazione della popolazione.
“Attraverso questa pratica la comunità vuole riappropriarsi del suo passato, lo rielabora alla luce del presente e propone una lettura dell’eredità coloniale che mette l’accento sulla ribellione e la resistenza di chi ha combattuto per ottenere la libertà”, spiega il fotografo Nicola Lo Calzo, che ha realizzato la serie Nego fugido tra il 2022 e il 2024. Nel suo lavoro Lo Calzo ha seguito alcuni momenti delle celebrazioni e ritratto i componenti della Casa do Nego fugido, un’associazione culturale impegnata a difendere e far conoscere la cultura locale, aperta nel 2021.
“La performance del Nego fugido pone delle domande universali: quali voci plasmano la nostra memoria storica? Chi sceglie il modo in cui raccontare la nascita di una nazione?”, aggiunge Lo Calzo. La serie fa parte del progetto Kam, in cui dal 2010 il fotografo documenta l’eredità della diaspora africana e della schiavitù in vari paesi del mondo per esplorare le tracce del loro passato coloniale. ◆
Nicola Lo Calzo è un fotografo italiano che vive in Francia. Nel 2025 ha conseguito un dottorato di ricerca con la tesi dal titolo “Una fotografia queer e cimarrona. Rappresentare le memorie della schiavitù al tempo del postcolonialismo”.
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Questo articolo è uscito sul numero 1647 di Internazionale, a pagina 64. Compra questo numero | Abbonati