La Norvegia è oggi una nazione invidiabilmente stabile e ricca. Eppure, per gran parte della loro storia, i norvegesi hanno lottato contro una terribile povertà aggravata da inverni durissimi. Il racconto che Torborg Nedreaas (1906–1987) fa della sua eroina norvegese, pubblicato per la prima volta nel 1947, è concepito al tempo stesso come un lamento e una protesta. È un monumento a coloro che avevano un potenziale poi spento dal bisogno. Bisogno di beni di prima necessità ma anche di libertà, tolleranza e opportunità. Cupo dall’inizio alla fine, questo è il racconto-confessione di una donna intrappolata nella morsa di una trappola brutale: “Ho scoperto troppo tardi di essere finita in prigione. La mia prigione. E nella mia prigione non c’è porta”. Nedreaas, comunista e femminista, scriveva con un intento politico. I suoi racconti, saggi e radiodrammi ebbero un impatto significativo in Norvegia anche se rimasero poco noti altrove. Niente cresce al chiaro di luna è stato il suo primo romanzo. La protagonista senza nome riflette le esperienze di chi è cresciuto poco prima che la seconda guerra mondiale sconvolgesse per sempre la vita nel paese.
Dinah Birch, Times Literary Supplement
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Questo articolo è uscito sul numero 1647 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati