Una decina di giorni prima delle elezioni dell’8 febbraio, davanti alla stazione di Shibuya, a Tokyo, si è svolto un comizio elettorale del partito Team mirai (Team futuro), nato pochi mesi prima. Anche se il palco era improvvisato e allestito solo con poster verde menta, il colore distintivo del partito, c’erano più di cento persone ad assistere. Un ragazzo con i capelli lunghi raccolti in una coda di cavallo e con una fascia color menta ha preso il microfono e ha gridato: “Non vogliamo una politica che ottiene voti fomentando le divisioni. Invece di attaccare qualcuno trasformandolo in nemico, discuteremo in modo onesto le politiche che riteniamo necessarie per il futuro”.
A parlare era Takahiro Anno, 35 anni, leader del Team mirai ed ex ingegnere specializzato in intelligenza artificiale. Sotto la guida di Anno, Team mirai ha conquistato undici seggi alle elezioni giapponesi, diventando il sesto partito alla camera dei rappresentanti. L’età media dei suoi candidati è sotto i quarant’anni e molti, come Anno, sono informatici o hanno una formazione da ingegneri.
Il Team mirai, fondato appena nove mesi fa, ha conquistato 3,8 milioni di voti (il 6,7 per cento del totale) più che raddoppiando l’obiettivo di cinque seggi che si era prefissato. Negli ambienti politici giapponesi la sua piccola ma incisiva ascesa sta attirando attenzioni tanto quanto la schiacciante vittoria del Partito liberaldemocratico guidato dalla prima ministra Sanae Takaichi. Alcuni interpretano questo fenomeno come il segnale che la frattura politica in Giappone si sta spostando dall’asse ideologico (conservatori contro progressisti) a un conflitto generazionale (giovani contro anziani).
Anno si è laureato in ingegneria all’università di Tokyo, ha lavorato per l’azienda di consulenza Boston consulting group, ha fondato due startup nel campo dell’intelligenza artificiale e ha scritto anche un romanzo di fantascienza. Alle elezioni per la carica di governatore di Tokyo del 2024 si era candidato come indipendente e aveva ottenuto 150mila voti, arrivando quinto. Team Anno, l’organizzazione di volontari nata durante quella campagna elettorale, è diventata poi la base per la fondazione del Team mirai nel 2025.
Contro il populismo
“Il sistema operativo nazionale del Giappone è obsoleto, quindi dobbiamo correggerne i bug e aggiornarlo”, ha dichiarato Anno. La sua visione della politica come “progettazione di sistemi” invece che come “lotta per il potere” si riflette nel funzionamento del partito. L’atteggiamento del Team mirai in queste elezioni si è discostato in modo significativo da quello dei partiti tradizionali: ha evitato grandi slogan e pur concentrandosi su politiche legate alla vita quotidiana, ha respinto il populismo. Per esempio, sull’iva, uno dei temi centrali della campagna elettorale, il Team mirai si è schierato a favore del mantenimento dell’aliquota al 10 per cento, mentre tutti i principali partiti promettevano tagli fiscali. Anno ha spiegato che “ridurre l’iva creerebbe buchi di bilancio, perciò si dovrebbero prima tagliare i contributi previdenziali e sanitari”. Durante i comizi, ha usato un tablet per mostrare i dati, affermando che “i tagli fiscali generalizzati trasferiscono il debito alle generazioni future”.
◆ “L’intelligenza artificiale (ia) sta rapidamente rimodellando la politica in tutto il mondo, con i funzionari che ricorrono ai chatbot per elaborare i programmi elettorali e la diffusione su larga scala di informazioni errate generate dall’ia”, scrive il New York Times. “In vari paesi sono comparsi politici e partiti che mettono al centro l’intelligenza artificiale, ma pochi hanno avuto il successo del Team mirai. I suoi leader mirano a usare la tecnologia per rendere il governo più reattivo ed efficiente e per affrontare questioni come la corruzione e la grave carenza di manodopera. Ma devono fare i conti con la burocrazia giapponese, famosa per la sua fedeltà ai fax, ai floppy disk e alla carta. Si stanno già scontrando con regole che vietano l’uso di laptop e tablet in alcune sale del parlamento”.
Per contrastare il calo delle nascite il Team mirai non propone sussidi in denaro ma la riduzione dell’imposta sul reddito dei genitori in base al numero di figli. Il concetto è: “Miglioreremo il sistema affinché le famiglie che lavorano e hanno più figli paghino meno tasse”. Secondo i mezzi d’informazione giapponesi questa proposta ha suscitato consenso tra le coppie con doppio reddito nelle grandi città.
Anche lo stile della campagna elettorale è stato diverso. Invece di usare i veicoli elettorali (furgoncini tappezzati di poster dei candidati e dotati di megafono che girano per le città), il partito ha creato “Ai Anno”, un sistema d’intelligenza artificiale che rispondeva alle domande 24 ore su 24. Durante la sessione degli esami di ammissione alle scuole superiori o all’università, ha evitato di fare campagna elettorale vicino ai centri dove si svolgevano i test, guadagnando i consensi dei genitori. In zone affollate di Tokyo come Shinjuku e Shibuya ha organizzato comizi in stile talk show per attirare i più giovani. Ha usato i live su YouTube per spiegare in modo semplice e rapido le sue proposte politiche. Attraverso “Mirai marumie”, un sistema online per la trasparenza sui finanziamenti politici sviluppato dal partito, ha reso pubblici tutti i dettagli su entrate e spese. “Marumie” ricorda un marchio di sake della prefettura di Mie, famoso perché è venduto in bottiglie trasparenti. La moglie di Anno ha suggerito di “usare mio marito come Doraemon”, paragonandolo al personaggio dei manga che aiuta i bambini con strumenti misteriosi.
Alcuni analisti sostengono che l’ascesa del Team mirai è stata favorita dall’attuale clima politico giapponese. Dal 2025 tra le giovani generazioni è cresciuta la preoccupazione per l’aumento degli stranieri nel paese e si sono rafforzate le richieste di misure basate sul principio “prima il Giappone”. Il partito nazionalista xenofobo Sanseitō ha ottenuto 15 seggi. Ma il Team mirai, facendo leva sul messaggio “risolveremo i problemi cambiando il sistema”, è riuscito a proporsi come forza rappresentativa degli interessi di chi ha tra i venti e i trent’anni. “La disillusione dei giovani rispetto alla politica tradizionale si è manifestata nel sostegno al Team mirai”, commenta Park Hong-kyu, docente di scienze politiche e diplomatiche alla Korea university. “Chi non voleva votare né il Partito liberaldemocratico né i partiti d’opposizione tradizionali ha scelto il partito di Anno”. ◆ gim
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Questo articolo è uscito sul numero 1654 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati