Warren e Sarah, due sessantenni che da giovani erano una coppia, si rincontrano a una rappresentazione della Tosca. Anni prima, Sarah aveva preso in considerazione l’idea di sposare Warren, ma aveva deciso che sarebbe stato un compagno poco saggio. Proprio le qualità che lo rendono affascinante quando ricompare a sessant’anni – il suo entusiasmo, il suo intenso desiderio d’intimità – avevano spaventato la giovane Sarah spingendola a puntare su Rob. Rob si è rivelato la scelta sbagliata, e il matrimonio è stato un fallimento. Quando Warren e Sarah s’incontrano all’opera, tra loro c’è qualcosa d’irrisolto. Entrambi fino a quel momento hanno condotto vite soddisfacenti. Warren è sposato; Sarah, madre di due figli adulti e divorziata da tempo da Rob, è sposata con la sua casa immersa nel verde, la sua solitudine e il suo cane. Ma mentre la narrazione si muove con fluidità tra i due punti di vista, li vediamo restare stupiti e trasformati l’uno dall’altra. La relazione che ne segue è matura, anche se distruttiva. La trama di Robinson è classica: le scene scorrono rapide pagina dopo pagina grazie a una scrittura precisa come file di terra arata. Il finale però è come l’esplosione di una bomba ed è estremamente discutibile. Questo romanzo snello e agile cattura completamente il lettore. Roxana Robinson dimostra che gli scrittori possono ancora evocare i silenzi e le rinunce che frustrano il desiderio, e che i nostri destini continuano ancora a incrociarsi.
Amity Gaige, The New York Times

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Questo articolo è uscito sul numero 1648 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati