Le forze governative siriane sono entrate il 3 febbraio a Qamishli, il cuore della zona autonoma stabilita dai curdi nel nordest della Siria, in seguito all’accordo raggiunto qualche giorno prima da Damasco con le Forze democratiche siriane (Fds, a maggioranza curda), che prevede l’integrazione delle istituzioni civili e militari curde nello stato siriano. Le autorità curde avevano imposto il coprifuoco in città per facilitare l’operazione, che si è svolta senza intoppi. Il 2 febbraio le forze inviate da Damasco erano entrate ad Al Hasaka, un’altra città sotto il controllo curdo, e si erano dispiegate intorno a Kobane, nella provincia di Aleppo. “La Siria del nordest si volta di nuovo verso Damasco”, titola Enab Baladi in un approfondimento dedicato all’accordo firmato dal presidente Ahmed al Sharaa e dal capo delle Fds, Mazloum Abdi, che ha messo fine a mesi di tensioni e combattimenti. L’accordo prevede che le Fds siano integrate nell’esercito, all’interno di una divisione composta da tre brigate. Inoltre garantisce alla minoranza curda i diritti civili, all’istruzione e al ritorno degli sfollati nelle loro zone d’origine. ◆

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1651 di Internazionale, a pagina 25. Compra questo numero | Abbonati