In Repubblica Ceca è in corso un delicato scontro politico tra i massimi poteri dello stato. Il presidente europeista Petr Pavel è ai ferri corti con il governo populista ed euroscettico dell’oligarca Andrej Babiš. Pavel si è infatti opposto al tentativo del ministro degli esteri Petr Macinka (leader del Partito degli automobilisti, di estrema destra) di nominare alla guida del ministero dell’ambiente il presidente onorario della sua formazione, Filip Turek, personaggio molto discusso per le sue esternazioni razziste, sessiste e omofobe. Il 1 febbraio circa 80mila persone hanno manifestato nel centro di Praga a sostegno di Pavel. “La disputa su Turek si è trasformata in una guerra aperta tra il presidente e il partito di Macinka”, scrive Reflex, “e sta degenerando in un trionfo di stupidità che rivela la ‘trumpizzazione’ della politica ceca”. ◆
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1651 di Internazionale, a pagina 29. Compra questo numero | Abbonati