◆ Alla fine di gennaio l’area metropolitana di New York mostrava i segni della prolungata ondata di freddo che ha colpito gli Stati Uniti orientali.
In questa immagine dai colori artificiali, realizzata intorno a mezzogiorno del 28 gennaio dal satellite Landsat 8, il ghiaccio (azzurro chiaro) appare abbondante nel fiume Hudson sulla riva occidentale di Manhattan, ed è visibile in quantità minori nell’East River, nel bacino idrico di Central park e nei corsi d’acqua del New Jersey. La vegetazione è di colore rosso.
Il 24 gennaio a New York la temperatura è crollata ed è rimasta sotto lo zero per più di una settimana. Il giorno in cui è stata scattata la foto la massima era di meno cinque gradi.
Gran parte del ghiaccio nell’immagine probabilmente proveniva dal corso superiore del fiume, dove le correnti di marea sono più deboli e la salinità è più bassa. Queste condizioni permettono all’acqua di ghiacciare più rapidamente e a temperature più alte che nell’estuario, più salmastro e agitato. Secondo gli esperti è improbabile che l’Hudson si congeli completamente all’altezza di Manhattan, anche se è successo una volta nel 1888. L’accumulo di ghiaccio ha comunque provocato la sospensione del servizio dei traghetti per diversi giorni.
Oltre al ghiaccio sul fiume, nell’immagine sono visibili altri segnali dell’inverno. Il 25 gennaio una tempesta ha depositato uno strato di neve fresca, e una stazione meteorologica di Central Park ha registrato un accumulo di trenta centimetri. A causa della bassa elevazione del Sole gli alti edifici di Manhattan proiettano lunghe ombre.–Nasa
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1652 di Internazionale, a pagina 99. Compra questo numero | Abbonati