La capacità di anticipare la struttura ritmica della musica sembra innata, suggerisce uno studio pubblicato su Plos Biology. I ricercatori hanno sottoposto a encefalogramma 49 bambini di due giorni mentre ascoltavano brani di Bach durante il sonno. Quando il ritmo veniva alterato, le onde cerebrali dei neonati mostravano dei picchi attribuibili alla sorpresa. Lo stesso non accadeva con i cambiamenti nella melodia, che probabilmente viene appresa nel tempo con l’esposizione a segnali esterni come il linguaggio e la musica.
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Questo articolo è uscito sul numero 1652 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati