Il 9 febbraio la procura generale del cantone svizzero del Vallese ha diffuso un comunicato ufficiale per fare il punto sulle indagini in corso sull’incendio del bar Le Constellation di Crans-Montana, che la notte del 31 dicembre 2025 ha causato 41 morti e 115 feriti. Attualmente sono 263 le persone che hanno fatto ricorso all’autorità giudiziaria, e l’indagine oggi coinvolge due nuovi soggetti: il responsabile del comune per la sicurezza pubblica e l’ex poliziotto e responsabile del servizio di sicurezza del locale, entrambi interrogati in qualità di imputati. La procuratrice Béatrice Pilloud ha così voluto rassicurare gli osservatori sul lavoro del suo ufficio dopo che alcuni avvocati delle vittime avevano messo in dubbio l’imparzialità dei magistrati vallesani: uno dei legali aveva chiesto la ricusazione di cinque di loro, spiega Le Temps, proponendo che l’intera inchiesta fosse affidata a esperti esterni al cantone. L’11 febbraio sono intanto ricominciati gli interrogatori di Jacques e Jessica Moretti, proprietari del bar, accusati di incendio doloso, omicidio colposo e lesioni personali colpose: le udienze, a cui partecipano più di settanta avvocati, sono state spostate in un’aula universitaria. Il 19 febbraio si terrà a Berna un incontro tecnico con le autorità giudiziarie di Roma, visto che sei dei morti nell’incendio erano italiani.

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Questo articolo è uscito sul numero 1652 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati