El Niño Secondo l’agenzia meteorologica giapponese c’è una probabilità del 60 per cento che El Niño si ripresenti questa estate, e del 50 per cento che arrivi entro la primavera. Questo fenomeno ricorrente provoca il riscaldamento delle acque di superficie del Pacifico, e secondo alcuni esperti potrebbe portare le temperature globali a raggiungere nuovi record tra il 2026 e il 2027.

Fiumi Il divieto di pesca imposto dal governo cinese nel 2021 ha portato a una significativa ripresa dell’ecosistema dello Yangtze, afferma uno studio pubblicato su Science. A partire dagli anni cinquanta il terzo fiume più lungo del mondo ha subìto un costante degrado ambientale dovuto alle attività umane, aggravato nel 2002 dalla costruzione della diga delle Tre gole (nella foto). Le misure parziali adottate dalle autorità non erano riuscite a invertire la tendenza e a evitare l’estinzione di specie endemiche come il pesce spatola cinese e il baiji, un delfino d’acqua dolce. Ma appena due anni dopo l’introduzione del divieto totale la biomassa ittica è più che triplicata, la varietà di specie è aumentata del 13 per cento e la popolazione di un altro cetaceo endemico a rischio di estinzione, la neofocena dello Yangtze, è passata da 400 a 600 esemplari. Questo successo è dovuto anche alle misure di compensazione adottate dal governo, che ha investito tre miliardi di dollari per trovare un nuovo lavoro a duecentomila pescatori, e secondo i ricercatori potrebbe essere un esempio per altri grandi fiumi con problemi simili, a cominciare dal Mekong.

CFOTO/Future Publishing/Getty

Tempeste Il bilancio del passaggio del ciclone Gezani in Madagascar e in Mozambico è salito ad almeno 63 vittime. ◆ La tempesta Nils ha provocato forti piogge, alluvioni e la morte di almeno tre persone in Spagna e in Francia.

Valanghe Cinque sciatori sono stati uccisi da due valanghe sulle Alpi francesi. Dall’inizio della stagione sciistica le vittime sono 27.

Terremoti Un sisma di magnitudo 6,2 ha colpito il nord del Cile. Altre scosse sono state registrate a Vanuatu, in Kamčatka e nel sudovest del Pakistan.

Deforestazione Secondo l’Istituto nazionale di ricerche spaziali (Inpe), tra l’agosto 2025 e il gennaio 2026 nell’Amazzonia brasiliana (nella foto) sono stati abbattuti 1.324 chilometri di foresta, il dato più basso dall’inizio dei rilevamenti satellitari nel 2015 e il 35 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nacho Doce, Reuters/Contrasto

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Questo articolo è uscito sul numero 1653 di Internazionale, a pagina 104. Compra questo numero | Abbonati