Nella sua lunga carriera Marco Bellocchio ha spesso esplorato le stanze più oscure e fumose della storia italiana. Le migliori ricostruzioni storiche toccano anche in modo tangenziale il presente. E con il suo ritratto di Enzo Tortora (Fabrizio Gifuni), famoso volto televisivo vittima di una disperata quanto spietata menzogna, anticipa l’ascesa di Berlusconi (e di Trump) con un cocktail di celebrità, politica e criminalità organizzata. Bellocchio sceglie di raccontare la storia in modo lineare, e il suo Portobello è potente, serio, divertente in modo provocatorio e cinico al punto di far male.
Xan Brooks, The Guardian
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Questo articolo è uscito sul numero 1653 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati