Il 24 febbraio la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa (nella foto con, al centro, Volodymyr Zelenskyj) sono arrivati a Kiev per manifestare il sostegno dell’Unione europea (Ue) all’Ucraina a quattro anni dall’inizio dell’invasione russa, scrive Le Monde. Von der Leyen ha dichiarato di voler “inviare un messaggio chiaro al popolo ucraino e all’aggressore: non smetteremo di sostenere l’Ucraina finché la pace non sarà ristabilita”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj ha esortato l’Ue a fissare una data per l’adesione del suo paese, “altrimenti Putin troverà il modo di bloccarla per decenni”. Il 23 febbraio i ventisette paesi membri non avevano potuto approvare un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia a causa del veto ungherese. “È una battuta d’arresto che non ci voleva, alla vigilia del quarto anniversario della guerra, ma continueremo a sostenere Kiev”, aveva dichiarato la responsabile della diplomazia europea Kaja Kallas al termine di una riunione dei ministri degli esteri a Bruxelles. Budapest aveva preannunciato la sua intenzione di bloccare l’adozione delle sanzioni fino a quando non otterrà la ripresa delle forniture di petrolio russo attraverso un oleodotto, attualmente danneggiato, che passa per l’Ucraina. Il primo ministro Viktor Orbán ha detto che bloccherà anche un prestito da novanta miliardi di euro per l’Ucraina, approvato a dicembre. Intanto, secondo un rapporto di Kiev, dell’Ue, delle Nazioni Unite e della Banca mondiale, pubblicato il 23 febbraio, la ricostruzione dell’Ucraina dopo il conflitto costerà circa 588 miliardi di dollari nel prossimo decennio. L’obiettivo iniziale dell’offensiva russa era rovesciare il governo ucraino in pochi giorni, ma il piano era fallito a causa della resistenza di Kiev. Da allora la guerra ha causato più di un milione di vittime tra morti e feriti. ◆
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1654 di Internazionale, a pagina 28. Compra questo numero | Abbonati