◆ Alla fine di gennaio, dopo una tempesta di neve che ha investito gran parte degli Stati Uniti centrali e orientali, le autorità del parco nazionale del Grand Canyon hanno chiuso al traffico Desert view drive, una strada che costeggia l’orlo meridionale della gola, e hanno avvertito i visitatori della possibile presenza di ghiaccio sui sentieri.
Due giorni dopo uno strato di neve copriva ancora parti del versante settentrionale e di quello meridionale, rispettivamente a circa 2.400 e 2.100 metri di quota. Durante l’inverno a queste altezze la neve è piuttosto frequente. La media annuale è di un metro e mezzo per il versante meridionale e più di tre metri e mezzo per quello settentrionale. Ad altitudini più basse invece le precipitazioni tendono a cadere sotto forma di pioggia.
In questa foto, scattata da un astronauta a bordo della Stazione spaziale internazionale, il Grand Canyon può sembrare una catena montuosa invece che una grande voragine, a causa di un’illusione ottica chiamata inversione dei rilievi.
Quando osservano un’immagine molte persone si aspettano inconsciamente che l’illuminazione provenga dal margine superiore, ma in questo caso la luce del Sole arriva da sud, cioè dalla parte in basso. Anche se le ombre sulle pareti del canyon possono ingannare, la presenza della neve aiuta a capire che le zone piatte si trovano più in alto .–Nasa
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Questo articolo è uscito sul numero 1654 di Internazionale, a pagina 99. Compra questo numero | Abbonati