◆ Il 19 febbraio 2025 lo stadio superiore di un razzo Falcon 9, che avrebbe dovuto ammarare nell’oceano Pacifico per essere riutilizzato, ha perso il controllo a causa di un problema tecnico e si è disintegrato nell’atmosfera sull’Atlantico settentrionale, producendo una scia luminosa visibile da molti paesi europei. Poco dopo un gruppo di ricercatori dell’istituto Leibniz di fisica atmosferica, in Germania, ha usato un rilevatore lidar per misurare gli effetti dell’incidente sulla composizione dell’atmosfera superiore. I risultati, pubblicati su Nature, indicano un aumento di dieci volte della concentrazione di litio in una nube che si è estesa fino a 1.600 chilometri dal punto del rientro. In base alla composizione delle leghe spaziali, la disintegrazione del razzo potrebbe aver rilasciato una quantità anche maggiore di alluminio. I ricercatori avvertono che questo inquinamento, sempre più comune a causa del rapido aumento dei lanci di satelliti, può avere gravi conseguenze sulla composizione dell’atmosfera: gli ossidi creati dalla reazione dei metalli vaporizzati con l’ossigeno accelerano la distruzione della fascia di ozono. Inoltre queste particelle possono fare da nuclei per la condensazione del vapore, formando cirri che intrappolano il calore e potrebbero accelerare l’aumento delle temperature. I ricercatori avvertono che questi rischi dovrebbero essere valutati più attentamente prima di autorizzare la messa in orbita delle costellazioni di migliaia di satelliti progettate da diverse aziende.
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Questo articolo è uscito sul numero 1654 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati