Il 24 febbraio 2026 Donald Trump ha tenuto il discorso sullo stato dell’unione, il consueto appuntamento della politica statunitense in cui il presidente si rivolge al congresso per fare il punto sulle attività di governo e sulla situazione del paese. “Trump ha tenuto il discorso più lungo della storia (circa un’ora e 50 minuti) in cui ha parlato soprattutto di politica interna, elogiando se stesso e le sue decisioni, attaccando gli avversari politici e la corte suprema e descrivendo gli Stati Uniti come un paese in forte crescita e senza problemi”, scrive Npr. Trump ha più volte esaltato la linea dura della sua amministrazione contro gli immigrati, senza mai menzionare i fatti di Minneapolis, dove la repressione dell’Immigration and customs enforcement (Ice) ha causato la morte di due cittadini statunitensi, Renée Good e Alex Pretti. “Mentre i sondaggi mostrano che molti elettori statunitensi sono insoddisfatti dello stato del paese – e della leadership di Trump – il presidente ha dato pochi segnali di un cambio di rotta”, scrive Anthony Zurcher, corrispondente della Bbc a Washington. “Ha rilanciato vecchie proposte, come un piano sanitario che prevede pagamenti diretti agli statunitensi per coprire l’aumento dei premi assicurativi; ha ribadito l’esigenza di una legge che obblighi tutti gli elettori a dimostrare di essere cittadini statunitensi, una norma che secondo i critici è pensata per limitare il diritto di voto; ha lanciato l’idea di creare nuovi conti di risparmio pensionistico per gli americani della classe lavoratrice e di fare un accordo con le aziende dell’intelligenza artificiale per garantire sufficiente elettricità ai loro impianti, per evitare che i consumatori si trovino a pagare bollette più alte”.
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Questo articolo è uscito sul numero 1654 di Internazionale, a pagina 22. Compra questo numero | Abbonati