Falso. Fare una passeggiata a passo svelto all’aria aperta fa bene: migliora la pressione, il sistema cardiocircolatorio e la salute mentale. Inoltre è un modo per fare movimento facilmente inseribile nella quotidianità. Ma, anche se si tratta di una buona attività fisica, “non è sempre un ottimo allenamento”, afferma Alex Rothstein, docente di scienze motorie al New York institute of technology.

La differenza sta nel fatto che l’allenamento è un’attività strutturata e quantificabile che mette il corpo alla prova. Stabilire se camminare sia sufficiente o meno dipende dall’intensità del passo, dalla forma fisica di una persona e dai suoi obiettivi. Bisogna considerare lo sforzo, spiega Rothstein: se il fiato è corto e si sente un livello di sforzo di sei o sette su dieci, probabilmente l’intensità è moderata. Se si riesce a parlare senza difficoltà, l’esercizio è di bassa intensità. Camminare non contribuisce allo sviluppo muscolare quanto fare sollevamento pesi o affondi. L’American heart association raccomanda d’integrare l’esercizio aerobico con attività di potenziamento muscolare. Per aumentare l’intensità della camminata, oltre ad accelerare il ritmo, si possono alternare quella lenta e quella veloce, provare il nordic walking con i bastoncini per coinvolgere la parte superiore del corpo, o andare in salita. The New York Times

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Questo articolo è uscito sul numero 1661 di Internazionale, a pagina 108. Compra questo numero | Abbonati