Ho l’età giusta, una relazione stabile da dieci anni, un ottimo lavoro, ma ho il terrore che una gravidanza mortifichi i miei sogni. È grave? –Diotima

Se diventare madre non fa parte dei tuoi sogni, tutti quei motivi per avere un bambino non contano nulla. Se invece ti piacerebbe diventare madre ma sai che ostacolerebbe i tuoi obiettivi lavorativi allora è un vero peccato. Abbiamo creato un mondo del lavoro dove per le donne avere un figlio è considerato un incidente di percorso, mentre chi diventa padre ne esce professionalmente illeso. Pochi giorni fa la saggista cattolica Lucetta Scaraffia ha dichiarato al Corriere della Sera che per combattere il calo di natalità bisogna favorire il più possibile la mamma che lavora, “agevolando il suo stare con il bambino”. “Invece di dare congedi di paternità”, continua Scaraffia, bisogna “preferire tutti i congedi per la mamma. Alle mamme piace stare con il figlio. E poi dobbiamo tenere presente che la mamma non è sostituibile con il papà”. Se fossi una donna sarei confusa: ci battiamo da decenni per le pari opportunità e per l’uguaglianza salariale, e adesso mi dicono che devo restare a casa a fare la mamma, perché comunque mi piace. Non è così: ogni famiglia deve poter decidere in modo autonomo come ripartire ruoli e scelte professionali. I congedi di paternità, e il cambio di cultura che richiedono, sono uno strumento chiave per liberare le donne dal ricatto tra carriera e maternità. Ci vorranno decenni e nel frattempo a te non resta che trovare il modo per uscire più indenne possibile dal ricatto. E questo sì, è grave.

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Questo articolo è uscito sul numero 1244 di Internazionale, a pagina 12. Compra questo numero | Abbonati