Siamo una coppia di donne e viviamo in una grande casa che speravamo di riempire di bambinə. I tentativi fatti finora sono andati molto male, e non potremo provare all’infinito. Mentre cerchiamo di capire se il nostro desiderio si realizzerà, la camera è tristemente vuota. Ci sembra che darle una funzione diversa da quella sperata equivarrebbe ad arrendersi. Cosa fare? –Letizia
C’è un verso di John Lennon che dice: “La vita è quello che succede mentre sei impegnato a fare altri progetti”. Chi intraprende un percorso per diventare genitore tende a sentire che la realtà si fermi, che il mondo trattenga il respiro in attesa di sapere se e quando arriverà un bambino. Si vive in bilico tra la paura che non succeda e il bisogno di organizzare il futuro, per non farsi trovare impreparati. Quasi vent’anni fa i miei amici Lorenza e Vincenzo hanno raggiunto la Spagna, dove andavano a cercare aiuto per diventare genitori, con un’auto familiare comprata per l’occasione. Con l’arrivo di due gemelle la nuova monovolume si è rivelata provvidenziale ma come sarebbe stato guidarla, così grande e vuota, se le figlie non fossero arrivate? Secondo me, prima di prendere la strada della fecondazione assistita bisognerebbe guardarsi negli occhi e dirsi: “Se succede sarà bellissimo, se non succede sarà bellissimo comunque”. Perché ipotecare la propria felicità su qualcosa su cui non si ha controllo è troppo rischioso. Date quindi vita a quella stanza nel modo in cui vi serve adesso, senza che sia una rinuncia. Se poi arriveranno figli, ci vorrà un attimo a cambiare tutto.
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Questo articolo è uscito sul numero 1690 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati




