Come gesto politico contro l’estate più classista che si ricordi, afflitta da scontrini variabili come mutui e dalle stilettate di monsieur Alain Elkann, vorrei proporre un toccasana democratico, popolare, amato dai lanzichenecchi e bannato dal menù del Twiga: il pollo con i peperoni, pietanza romana apprezzata pure dai papi che riparavano ai Castelli. La Rai, che malgrado tutto resta un’azienda capace di sorprendere il suo popolo, ripropone in questi giorni su RaiPlay un delizioso frammento del 1967 dal titolo Sora Lella, variazione sui peperoni, in cui Elena Fabrizi illustra all’attore Gigi Ballista, elegantissimo con tanto di pochette, le virtù del piatto agostano, dapprima girando tra i banchi di Campo de’ fiori alla ricerca del peperone perfetto, “co’ quattro punte”, e poi ai fornelli della sua trattoria sull’isola Tiberina. Favorisco qui la ricetta, consigliando comunque la visione del filmato: far arrostire i peperoni direttamente sulla fiamma, tagliarli a listarelle sottili, cuocere con olio, aglio, cipolla, sedano, carote, sale e pepe in una larga casseruola. Separatamente far rosolare il pollo, “me raccomanno: ruspante”, tagliato in pezzi grossolani, sfumato col vino bianco e coperto con salsa di pomodoro. Sul finale unire il tutto per altri cinque minuti a fiamma alta. “Ogni volta sto piatto è ’na meraviglia”, chiosa Lella la popolana, mentre lo chic Ballista, tra il divertito e il nauseato, ordina un centerbe brindando alla vita. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1525 di Internazionale, a pagina 74. Compra questo numero | Abbonati