Rai Play
Bestie strane, solitarie e innocue si aggirano nel sottobosco delle nostre attenzioni. Under 25 _(RaiPlay) è una serie in dieci puntate che si guarda come un documentario naturalistico. Inquadra specie di giovani umani mossi da talento: Domenico il ballerino, Silvia la kickboxer, Riccardo il contadino. Il narratore Matteo Porru li scova nelle savane urbane pilotando un ultraleggero. Si avvicina con cautela, si presta a mimare le loro arti, indaga l’ambiente circostante (parenti e amici) finché ogni resistenza cede e l’incontro si celebra con un abbraccio. Di questi animali colpisce, più che le fortunate inclinazioni o l’entusiasmo che ne deriva, la placida accettazione della fatica, o del sacrificio, come la chiamiamo noi esploratori adulti. Nelle loro parole, spesso timide e impacciate (segno che il dialogo e l’ascolto restano pratiche poco frequentate), si capisce quanto l’ineluttabilità di un palco, di una palestra o di un campo origini quasi sempre da incontri e compensazioni, non dalla semplice ambizione, come vorrebbe il lessico dei vecchi etologi. _Under 25 è una prima bozza di un catalogo dei viventi di cui non ci sarebbe bisogno, se la retorica dei predatori – ministri e pensatori illiberali – non ne minacciasse l’estinzione con il continuo ricorso all’emergenza. Porru potrebbe far sue le parole del collega Attenborough: “Nessuno proteggerà ciò che non gli sta a cuore, e nessuno amerà ciò che non ha mai conosciuto”. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1667 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati





