Di cosa è fatto il mondo? E come funziona il linguaggio umano? Sono due domande grandissime a cui gli scienziati cercano di rispondere da sempre cercando di evitare errori e trappole concettuali. Su queste domande riflette Andrea Moro, che insegna linguistica allo Iuss di Pavia e alla Normale di Pisa, in un libro semplice e profondo. L’occasione è data dalla lettura dell’antico poema di Lucrezio sulla Natura delle cose, che per spiegare la teoria atomica sulla composizione della nostra realtà usa la metafora delle lettere dell’alfabeto. Proprio come le lettere, gli atomi costituiscono un numero limitato di elementi che aggregandosi l’uno con l’altro secondo la loro forma specifica producono risultati potenzialmente infiniti. In ogni capitolo Moro parte da un passaggio di Lucrezio, ne esplicita gli argomenti e poi, attraverso il confronto con teorie scientifiche prodotte nel corso della storia, ne verifica la correttezza e l’attualità. Da un lato, uno dopo l’altro, emergono concetti fondamentali come il fatto che, sia nella fisica sia nella linguistica, le proprietà della ricombinazione degli elementi sono diverse da quelle degli elementi stessi o che non tutte le combinazioni sono possibili. Dall’altro, i testi di Lucrezio e degli altri autori analizzati (Dante, Galileo, Cartesio) rivelano una sorprendente e commovente umanità. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1660 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati