La rivolta degli studenti in Bangladesh nell’estate del 2024, nata con lo slogan “conteremo i giorni di luglio finché non avremo vinto”, è conosciuta con il nome di “36 luglio”. Quando il 5 agosto la prima ministra Sheikh Hasina è dovuta fuggire dalla sua residenza presidenziale per andare in esilio in India, quel giorno è diventato per i bengalesi di tutto il mondo il “36 luglio”. Il podcast di Al Jazeera che racconta quelle settimane è uno splendido reportage di un’inattesa tempesta perfetta che ha messo fine a più di quindici anni di governo di Hasina. Comincia con un’intervista televisiva dove la prima ministra commette l’errore di definire alcuni giovani manifestanti “nipoti dei razakar”, cioè dei delatori al soldo del Pakistan durante la guerra d’indipendenza. L’insulto fa infuriare gli studenti che l’11 luglio scendono in piazza e occupano l’università di Dhaka. Le cariche della polizia uccidono Abu Sayed, ma l’omicidio viene ripreso e trasmesso in diretta su Facebook, dando il via alle rivolte che porteranno all’assedio del palazzo presidenziale e alla fuga della prima ministra. Ad accompagnare la ricostruzione ci sono le registrazioni delle telefonate di Sheikh Hasina, determinata fino all’ultimo minuto a rimanere al potere e incapace di vedere i cambiamenti avvenuti nel paese.

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Questo articolo è uscito sul numero 1651 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati